lunedì 15 maggio 2017

Magic Teachers. Dalla Toscana, Giselle Pons

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Inizio questa mia intervista con una data:
New York 1933, l'anno in cui nasce Giselle Pons da costumisti franco-armeni.
Questa semplice frase già racconta tanto della nostra fantastica Magic Teacher Giselle Pons. La prima domanda che pongo a Giselle è:
In che modo nel tuo lungo percorso di vita hai sentito di essere una Magic Teacher? In che modo ti sei sentita in armonia e in accordo con il Metodo del Format Narrativo della Professoressa Traute Taeschner?
Sorridente, dolce e determinata, spiega:

La mia infanzia è stata caratterizzata dal trilinguismo e dal teatro, che hanno fortemente influenzato il mio successivo lavoro con la lingua inglese.
Subito mi rendo conto del perché Giselle, a oggi, lavora come Magic Teacher. La sua storia si spiega da sé. Giselle ci racconta:
Devo premettere che già bambina mi ero prefissa due obiettivi:1) Mai fare figli.2) Mai fare l’insegnante.Invece ... mi sono sposata a 20 anni e ho avuto ben 4 figli e 7 nipoti. Ho svolto mille mestieri e ho fatto la mamma. Poi ... avevo più di 40 anni quando ho dato le mie prime lezioni private. Ho iniziato insegnando inglese ad alcuni psicanalisti romani. Una volta che mio marito è andato in pensione ci siamo trasferiti dapprimaad Ansedonia, poi a Canino.A Canino ho iniziato facendo StoryTelling nella scuola primaria e sono poi passata a fare teatro in lingua nelle scuole di Canino, Arlena e Cellere. Con i miei alunni ho fatto spettacoli in inglese con ‘antipasto’ di francese partecipando ai festival teatrali di Bolsena e Grosseto.
Su suggerimento di Grazia Olimpieri, ex insegnante d’inglese e ora dirigente scolastico dell’I.C. di Montalto di Castro, alla fine degli anni ’90 ho seguito il corso di formazione di Hocus e Lotus.
Sembra un romanzo e invece è la storia vera di una persona che tanto ha lavorato nella sua vita e non ha mai smesso di re-inventarsi. Finalmente l'incontro di Giselle con Hocus&Lotus. Domando:
Immagino sia stato subito amore?
Lei spiega sicura:
Il format narrativo mi ha subito incantato perché raccoglieva e confermava tutte le mie esperienze e conoscenze del multi-linguismo ... e del teatro.
La curiosità diventa grande e il mio interesse è attirato come una calamita nel mondo personale di Giselle.
È stato difficile il tuo inserimento come Magic Teacher nelle scuole?
Dapprima, ho insegnato Hocus&Lotus con successo nelle scuole materne e primarie di Canino, Valentano, Montalto di Castro, Grotte di Castro, Acquapendente, Bolsena e a Pitigliano, dove abbiamo fatto un delizioso spettacolo Hocus&Lotus nel Teatro Comunale nel 2001.In seguito, oltre ad insegnare le lingue con Hocus&Lotus, man mano che la mia professionalità cresceva, sono diventata esaminatrice orale per le gamme d’esami dell’Università di Cambridge da Young Learners a Proficiency.Attualmente tengo corsi Cambridge nella scuola media, primaria e liceo di Tarquinia, oltre che nelle scuole primarie di Montalto e Pescia Romana.
Subito ripenso al matrimonio tra la metodologia Hocus&Lotus e i diversi livelli di esami del Trinity College e subito risalta all'occhio che Hocus&Lotus sposa bene l'apprendimento in qualsiasi valutazione o certificazione. Chiedo: 
Vuoi dire che hai abbandonato Hocus&Lotus oppure oggi ancora insegni con il metodo?
Giselle ci spiega come la sua vita sia stata un work in progress costante e tra una metodologia e l'altra abbia sempre portato con sé il Format Narrativo.
Dopo tanti anni, ho ripreso ad insegnare Hocus&Lotus nella scuola materna di Pescia Romana. Avevo dimenticato quanto fosse divertente e stimolante questo straordinario metodo. È una gioia ritrovarmi con deliziosi bambini che assorbono Hocus&Lotus comespugnette!
"Spugnette", la dolcezza con cui parla dei bambini mi fa chiudere gli occhi e ripenso a qualche giorno fa, quando una persona mi ha chiesto: conosci questa Magic Teacher? E io ho risposto che la Magic Teacher è certificata lei deve stare tranquilla perché quello che apprendiamo è proprio l'importanza della relazione sana all'interno di un percorso di apprendimento e dunque i bambini sono in mano sicura. Chiedo ancora:
In che modo l'incontro e re-incontro con il metodo ha cambiato la tua vita?
Soprattutto questa rinnovata DinoEsperienza mi ha fatto riflettere sui problemi con cui i ragazzi italiani si confrontano a tutti i livelli.Purtroppo raramente si prosegue con la metodologia Hocus&Lotus nella scuola primaria, tralasciando l'importanza della pratica nell'apprendimento di una lingua viva e presente.Molto più spesso accade che se chiedi a un bimbo della classe quinta “How old are you?” probabilmente lui risponderà “I’m fine”.E se chiedi “How are you?”, ti risponderà “I’m ten years old”.La comunicazione in inglese è fortemente impedita a causa dai programmi in vigore che non tengono conto dei progressi che hanno fatto la psicologia cognitiva e le neuro-scienze.
La questione assume un carattere serio e propositivo e proprio per la sua lunghissima esperienza nel mondo dell'insegnamento dell'inglese mi sento di chiedere apertamente:
Di cosa non tengono conto i programmi ministeriali secondo te?
Anni fa insegnavo inglese anche alla Università della Terza Età di Orbetello. I miei studenti erano prevalentemente ex professori di scuola. Quelli che trovavano maggiori difficoltà erano i matematici perché non riuscivano a concepire l'anarchia della lingua inglese. Alla fine ho provato a sottoporre loro la prima storia di Hocus&Lotus ed è avvenuto un miracolo: hanno capito ... e insieme a loro anche io ... che l’apprendimento di una lingua non passa sempre per la corteccia frontale. Abbiamo capito che ‘vivere’ la situazione è uno strumento didattico vincente a tutti i livelli per superare le insidie di questa meravigliosa ma folle lingua che è l’inglese.
Non farò altre domande a Giselle, che ancora insegna inglese ai bambini con il Metodo del Format Narrativo, ma terminerò il mio post con una frase, la stessa con la quale l'ho iniziato e lascio a voi sognare di avere la forza e la determinazione di andare avanti sempre, comunque e coraggiosamente:
New York 1933, l'anno in cui nasce Giselle, da costumisti franco-armeni ... e ancora insegna inglese ai bambini!

sabato 6 maggio 2017

La mia proposta per un futuro migliore dei nostri bambini

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Oggi viviamo in un periodo storico in cui il bene materiale sta diventando scomodo, problematico e anti-ecologico e dunque è il momento di volgere lo sguardo verso nuovi orizzonti anche per quanto concerne i nostri bambini, la loro gratificazione, la loro felicità, la loro educazione e la loro autostima. Un cambiamento nei confronti di queste folli spese festaiole è già un regalo per il bambino di oggi. Quante persone spendono 200,00€ per un giocattolo (bellissimo ed educativo) che rimarrà per sempre nel cuore e nella vita del bambino? Sì, perché poi liberarsi di un bellissimo gioco di legno tanto costoso è difficile anche da grande e ciò comporta uso di cantine, soffitte, traslochi faticosi e molta inutile polvere. Uno vale la pena, forse anche due, ma vale la pena comprarne uno ogni due mesi?
Le figurine ad esempio sono divertenti, ma devono rimanere figurine, costi bassi, scambi tra bambini e album compilato possibilmente in ordine. Altro sono le figurine che costano oramai più delle sigarette e che portano allo scambio interattivo con il computer.

La mia proposta, per un futuro migliore dei bambini che amiamo, è quella di regalare emozioni positive e cultura. In fondo l'amore (ma se ci pensate bene anche il successo) non passa attraverso la carta di credito ma passa attraverso la relazione umana, positiva, sincera, affettiva e costante nel tempo (e non ha prezzo).
I ricordi più belli dell'infanzia, passano per la relazione umana.
I bambini fortunati hanno dei nonni che assolvono a questo compito, proprio perché loro ai nipoti dedicano il tempo e l'affetto e non soltanto soldini. Da grandi, poi, ci si ricorda molto volentieri di quando si passava tanto tempo ad ascoltare le storie della nonna (storie che rimangono con noi tutta la vita, sono preziose e non fanno polvere), oppure della sfida a scacchi con lo zio che non ci faceva mai vincere (avete idea di quanto sia importante saper giocare a scacchi?).
Ci si ricorda meno volentieri dei momenti tristi, passati in giardino o in salone da soli, a giocare a sassetti o al computer, senza nessuno con cui condividere vincite e perdite, gioie e tristezze, conquiste e autostima.

La mia proposta, per un futuro migliore dei bambini che amiamo, è quella di regalare emozioni positive e cultura, dicevo, e dunque del tempo costante e periodico da passare insieme in giro per musei raccontando storie e aneddoti sulle opere d'arte.
Passeggiate in montagna giocando a riconosciamo i picchi piuttosto che corse sulla battigia più lunga che troviamo.
Libri scelti accuratamente e letti insieme, fino a costruire una piccola biblioteca nel cuore del bambino.
Un corso di nuoto e magari qualche nuotata insieme in piscina, poi al lago, poi al mare e poi un piccolo fiume da guadare.
A chi ama la danza si può regalare un corso oppure una volta l'anno l'esperienza del balletto al teatro dell'opera.
Naturalmente, si può regalare un corso di lingua che permetta anche la condivisione in famiglia in lingua.
Noi Magic Teachers nel mondo, oltre ad occuparci dell'apprendimento della seconda lingua in età precoce, lavoriamo molto a promuovere questa condivisione linguistica felice in famiglia. Migliora la conoscenza della lingua ma anche la relazione del bambino nei confronti della propria famiglia e del mondo e di conseguenza la sua autostima e la sua positività.
Confessiamo di essere contrarie ad un apprendimento che passa sempre attraverso frustrazioni e paure.

La mia proposta, per un futuro migliore dei bambini che amiamo, è quella di regalare emozioni positive e cultura e dunque,  richiede una scelta più difficile perché, al di là della carta di credito, si richiede la relazione in presenza.
Per quanto riguarda la relazione in presenza posso dire poco.
Ciascuno di noi sa cosa può e cosa vuole, mi sento di consigliare solo che sia positiva, in modo che vada a riempire quella parte dei ricordi che alimentano la gioia di vivere.
Per quanto riguarda libri, film, opere, musica e spettacoli di tanto in tanto parlo di quelli che io scelgo ma ciascuno ha un suo gusto ed è giusto che scelga in libertà. Ricordate che la cultura è stimolo e apprendimento, se vedete un film di guerra stimolate alla guerra (che può essere uno stimolo alla violenza ma anche uno stimolo alla memoria), se vedete un film di fate stimolate i sogni (senza i quali non si trova un vero scopo nella vita) e via dicendo. Che sia una scelta consapevole.
Per quanto riguarda i corsi mi permetto di consigliare corsi certificati e con certificazione.
La certificazione può sembrare un superfluo pezzo di carta ma a lungo andare scoprirete che non è così.
La certificazione che il bambino riceve, è segno di gratificazione per lui, di garanzia del livello, di possibilità future. Un professore preparato quando riceve in classe (ma lo stesso dicasi nello sport) un ragazzo con un certificato conosce già il livello di preparazione dell'alunno e può subito predisporsi su un piano formativo comune e personalizzato. Quando vostro figlio dirà di conoscere una lingua potrà certificare che non sta inventando niente. Man mano che cresce il bambino sa di dover raggiungere gli obiettivi formativi e sa che questi passano attraverso una certificazione, senza la quale si vede costretto a rinunciare ad alcune possibilità.
Pensate a quando per un posto di lavoro vi richiedono la conoscenza dell'inglese o dell'informatica, magari siete anche più bravi ma non potete partecipare alle selezioni perché non siete certificati. Anche nello sport, volendo entrare in gruppi sportivi molto grandi e strutturati, dovete dimostrare (medaglie alla mano) che negli ultimi due anni avete raggiunto alcuni obiettivi, se siete anche più bravi ma non detenete punteggi, non possono prendervi in considerazione.

I corsi di Hocus&Lotus al riguardano sono fantastici perché permettono ai bambini di apprendere in modo divertente attraverso l'esperienza e fanno leva sulle capacità personali di ciascun bambino, stimolando la sua voglia di stare e di fare e la sua autostima all'interno di una relazione affettiva sicura, il vero luogo magico dei corsi Hocus&Lotus. 
Quest'ultima è la base del successo del suo apprendimento e di molte altre cose.
Difficilmente si raggiungono gli obiettivi quando ci si abitua a dire:
"Non ce la faccio. Non sono bravo. È troppo difficile per me. Ho paura ..." .
Le certificazioni Hocus&Lotus, proprio perché strutturate e sviluppate secondo una ricerca trentennale ancora operante e di carattere mondiale, possono rispecchiarsi e collaborare con altri enti certificatori di livello mondiale, come ad esempio le certificazioni Trinity.

Hocus&Lotus, inoltre, a testimonianza del suo potenziale, si mette in campo per l'apprendimento di ben cinque lingue. Vi sembra poco una testimonianza trentennale di un metodo che porta a termine i suoi obiettivi per l'apprendimento precoce della lingua straniera, in cinque lingue?
Un metodo che offre non solo il metodo con un altissimo potenziale didattico, ma anche più possibilità di lavoro per noi Magic Teachers che ci impegnami in questa ricerca costante.
Io ad esempio posso insegnare ai bambini in inglese, in spagnolo, in francese e in italiano. Con la globalizzazione del mondo, sono tantissimi gli stranieri che vivono in Italia e anche loro hanno bisogno di un supporto come Hocus&Lotus che non solo li avvia in modo felice e sicuro alla lingua italiana, ma anche li fornisce di una relazione affettiva che stimola un'inserimento sereno e di ficucia.
Non dimentichiamo che il Metodo, non porta avanti solo un obiettivo linguistico ma è perfettamente adeguato alle moderne esigenze di vita che richiedono di raggiungere obiettivi trasversali come conoscenza di una lingua straniera, capacità comunicativa, capacità espressiva, capacità relazione, capacità organizzativa, pro-positività, capacità di lavoro costante.

A presto
Silvia

sabato 29 aprile 2017

Apprendimento tra arte, natura e relazione positiva. Insisto

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Un lungo silenzio dovuto a grandi cambiamenti, ma il silenzio è un po' come il vuoto. Quel vuoto fertile che diventa attesa e maturazione e d'improvviso una lucina si illumina e ti accorgi che il vuoto non era un "niente" ma un "cambiamento antico" tra i cambiamenti recenti, e senti la soddisfazione del lavoro svolto, del sudore, del mal di schiena.
È questo il momento della gratificazione.
Dedico del tempo a questo posto per portare un esempio di come concepisco io l'apprendimento.

L'apprendimento per me, soprattutto in età infantile, passa per l'esperienza e la relazione positiva. Molti di voi danno per scontato questo pensiero ma altri si contrappongono perché credono che l'apprendimento avvenga in un contesto di azione-reazione quasi pavloviana e una memorizzazione forzata e immediata, così ad esempio:

Modello di esperienza e relazione (che chiamerò modello ER altrimenti diventa troppo lungo): Io ho paura dei cani. So che è bene stare attenti ai cani perché potrebbero avere reazioni che noi non ci aspettiamo ma bisogna conoscere e capire i cani per non averne paura e capire quando è il momento di stare attenti. Bisogna condividere questa paura con altre persone e ascoltare la loro esperienza. Così cerco di non passare la paura dei cani ai miei figli (che è molto difficile avendo paura io stessa) ma di fargli capire solo che devono saper osservare i cani e capirli con rispetto e attenzione.

Modello azione-reazione (che chiamerò modello AR): Io ho paura dei cani. Ho avuto una brutta esperienza e quindi so che i cani sono cosa cattiva. Per insegnare al meglio ai miei figli (o proteggerli perché li amo) gli metto subito paura dei cani, così non dovranno penare quello che ho penato io. Ogni volta che un cane si avvicina io gli do una botta, gli racconto una brutta cosa, lo sgrido, lo tiro, cambio strada e inveisco contro i cani. Spaventandosi starà attento e non andrà a cercare i cani.

Per meglio dire in che modo secondo me l'esperienza e la relazione siano il miglior mezzo educativo, vi racconto un aneddoto personale.
Lo scorso anno siamo andati presto la mattina ad Alleghe per vedere l'equinozio di primavera, abbiamo atteso di veder sbucare il primo raggio del sole di primavera da un foro sulla parete rocciosa del Monte Civetta. Siamo andati, come sempre facciamo, con i nostri bambini che sicuramente hanno faticato ad alzarsi così presto per attendere al freddo un raggio di sole.
Nell'attesa, sul lago ghiacciato a metà, c'erano dei cigni bianchi che ci regalavano con i loro lunghi colli delle forme davvero belle.
Un'esperienza emotiva molto intensa e con poche parole, soprattutto perché condivisa in famiglia, con la voglia di stare insieme e di fare insieme. (leggi il post su Equinozio di Primavera e guarda le foto).

Dopo questa esperienza abbiamo fatto altre passeggiate nella natura. Abbiamo giocato agli archeologi spaccando sassi e trovando una paio di "cacchette preistoriche e piccole lische di dinosauri marini" (giuro che è vero). Siamo andati a conoscere gli animali all'interno di meravigliose oasi naturali. Siamo anche andati a guardare e disegnare gli ibis in migrazione dalla Toscana all'Austria, durante la sosta nel Friuli Venezia Giulia. Vi abbiamo trovato anche le cicogne. È tempo di nidi.

                          

                                  


Certo questo Ibis non è poi così bello, ma perché lo vogliono salvare dall'estinzione? In ogni caso ... buon lavoro naturalisti!

Tornando all'apprendimento, disegnare la natura osservandola dal vero è molto divertente e rilassante. Come dico sempre ai miei figli: l'arte è l'azione del creare. Lavorare con materiali e fantasia per creare. Chiunque lo faccia è un artista, a prescindere dal risultato. Poi, di tanto in tanto, un'opera d'arte, che però non è più arte (nel senso di fare) ma è il risultato dell'arte, è ciò che l'arte può arrivare ad esprimere (o a far fare o far sentire) e di solito si chiama opera d'arte quella che diventa e rimane nel tempo una massima espressione di ciò che si può fare attraverso l'arte, è capace di parlare nel silenzio, attraverso la catarsi ... ma questa è un'altra via all'apprendimento e riguarda, sempre a mio modesto e inesperto parere, la crescita di se stessi.
Sedere ad ascoltare e a osservare la natura, può in qualche modo diventare anch'esso un momento di catarsi (ed ecco perché per me arte e natura sono così legate tra loro), ci si perde in essa, nel suo silenzio (ma non esiste il silenzio, parlo del rumoroso e sordo silenzio dalla quotidianità per immergersi nei rumori singoli e educati della natura) e dunque si può danzare la cicogna in amore che batte il becco come una flamenquera e piega il collo come una contorsionista, oppure si può disegnare ciò che si vede, non importa come viene, importa entrare in sintonia.

                                           


Poi si torna alla vita di tutti i giorni e si depositano queste esperienze dentro di noi. Chissà, magari circolano un po' qua e un po' là, poi passa il tempo, si dimenticano e ... no, non si dimenticano, si depositano, nella nostra memoria antica. Quella che ci appartiene e che porteremo sempre con noi. Si depositano in un punto dal quale poterle far riemergere all'occorrenza e l'occorrenza arriva quando meno ce lo aspettiamo. È inutile forzarla.

La routine.
Scuola, casa, sport, cinema, lavoro, pulizie, cene e bla bla bla ... .
Arriva la febbre di stagione per tutti.
Abbiamo passato del tempo a casa a disegnare.
In realtà io non so disegnare, sto apprendendo in modo autonomo seguendo i consigli del manuale di Q.Blake (ancora grazie Mirko per avermi illuminato) ma sono una frana.
Però, mi rilassa molto e dunque lo faccio lo stesso.
Soprattutto quando i bambini stanno male e passano tanto tempo dentro casa, mi applico con loro al disegno.
L'altro giorno, imparavo a disegnare bolle di sapone pensando alle mamme indaffarate e stanche che fanno i salti mortali per stare con i loro figli, a volte anche esagerando. Stanche con lo sguardo fisso nel vuoto .... ho disegnato una mamma distratta che ha fatto talmente tante bolle di sapone per la figlia da non accorgersi che l'hanno portata via. Un disegno stupidissimo, stile bimbetta, fatto in non più di tre minuti. Mi rilassavo in cerca di idee o forse di vuoto.


Mia figlia con la febbre era seduta vicino a me e disegnava nel suo blocco rosa. Io ero distratta e persa nel mio foglio, stanca.
Stanca come la mamma delle bolle di sapone.
Poi, mia figlia mi ha svegliato e mi ha detto:
Guarda mamma ho disegnato anche io quello che hai disegnato tu ma ci ho messo anche mio fratello. Siamo noi, che veniamo trasportati leggeri leggeri in altri mondi tutte le volte che ci leggi un libro in una delle lingue che conosci.
Per varie ragioni non sono stata a spiegare a mia figlia che il mio disegno parlava di altro, ma ho realizzato quanto fosse importante questa condivisione, questa unione, questo abbraccio attraverso il disegno. Io stanca, con mal di ossa e tanto sonno. Lei stanca, con febbre a 39,5 e tanta voglia di coccole. Il fare arte, ciò che ha creato la nostra esperienza, per sempre nostra.


La routine continua.
Siamo andati in giro per uffici per questioni burocratiche molto noiose, soprattutto per i bambini e ... momenti noiosi per i bambini ... una riflessione sull'utilità della noia. Vuoto, attesa, noia ... sono i momenti del niente che, se ben alimentati danno vita alla creatività altrimenti alla distruzione, dipende se sono pieni di rifiuti, castighi, rimproveri o di amore, condivisione e belle esperienze positive all'interno di una relazione accogliente e non frustrante.
E mentre noi discutevamo di cose da adulti, i bambini hanno aperto il blocchetto e chiamato l'arte in loro soccorso.
Non so perché hanno disegnato cigni (primavera appena iniziata, cigni) ... ma ... dove ho già visto questi due cigni?

Li abbiamo visti insieme ad Alleghe, lo scorso anno durante l'equinozio di primavera, ricordate? (leggi il post su Equinozio di Primavera e guarda le foto).

 
Alleghe - marzo 2016


Anch'essa un'esperienza dimenticata, o depositata che è tornata in un momento di noia.

Ho disegnato la primavera
mi ha detto la bambina.


Poi, sempre nell'attesa che noi adulti finissimo il nostro incontro:
giochiamo a stagioni e animali in tutte le lingue?
... e cominciano a nominare cigni e altri animali in più lingue, chi conosce il nome di un animale in più lingue vince.
A pensarci bene, era inevitabile, perché le lingue noi le approcciamo nello stesso modo della natura e dell'arte, attraverso l'esperienza positivo-relazionale.
Non devono sapere tutto adesso e non importa quante parole memorizzano in una settimana. Soprattutto nella memoria breve, perché memorizzare una parola priva della sua esperienza significa ricordarla faticosamente fino a richiesta esaminatrice, per poi poterla finalmente buttare nel cestino insieme alla cartaccia.
Non dimentichiamo che l'importanza della quantità, sta solo nel numero di buone esperienze e non nel numero di parole memorizzate al giorno.
Un'esperienza positiva, di felicità, di amore, di riuscita, di sicurezza alla lunga ti porta dove vuoi andare.
La natura è fonte di vita, idee, colori, emozioni ...








venerdì 10 marzo 2017

Lettura, illustrazione e narrazione. Riflessioni personali

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Oggi condivido la mia opinione sull'importanza in società del leggere, illustrare e narrare. Sono traduttrice, insegnante di lingue, StoryTeller promotrice della lettura, scrittrice per passione, lettrice libera e mamma. In questi giorni guardavo i numerosi libri che ho messo insieme in questi ultimi 7 anni. Libri quasi tutti per bambini … per bambini? Dipende, ma di questo vi dirò dopo.
Numerosi e bellissimi albi illustrati. Gli albi più amati sono stati, Piccolo blu e piccolo giallo, La voce del noce, Dove vanno le nuvole, La sedia vuota, La zuppa di sasso, Il tuo colore.
Ma anche libretti studiati proprio per i bimbetti sotto i tre anni: la Pimpa e Barbapapà ci hanno accompagnato in tantissimi viaggi e serate.
Poi i libri di parole, quelli che hanno qualche accenno di illustrazione ma tante parole da leggere: Il piccolo principe, le storie di Sepúlveda, Pinocchio.
Ma anche piccole e importanti saghe come quella di Hogard, le Storie di Querciantica e il vecchio e indimenticabile Zorro.
Ma anche le storie che ho inventato per i miei figli (e che spero presto far uscire un compendio), ho dovuto scriverle per non sbagliare le parole mentre le raccontavo ricordandole, perché le ripetizioni per noi sono noiose e prive di valore ma per i bambini sono importantissime per la serenità, per l'apprendimento, per l'autostima e per molto altro.

Ieri sera stavo proprio riflettendo sul fatto che questi libri in qualche modo sono la storia del mondo che ho costruito nell'immaginario dei miei figli e dunque è importantissimo scegliere libri, metodi, giochi e via discorrendo ... ma non bisogna assolutamente avere paura dei libri e delle storie.
Quello che fa crescere i nostri figli non è il libro di per sé, l'oggetto e forse nemmeno il contenuto (anche se hanno entrambi la loro importanza) bensì è la relazione tra il lettore e l'ascoltatore.
Una mamma, un papà, una nonna, una zia … che leggono felici ad un bambino per 15 minuti, gli hanno regalato un'esperienza che non ha valore monetario, uno stimolo verso l'amore per la lettura … perché bisogna amare la lettura e non l'oggetto libro (che poi può nascere ed è bello, ma è un'altra cosa).

Come scegliere i libri da leggere?
Ci si può far consigliare da chi ha tanta esperienza. Ci sono tante persone che organizzano momenti di lettura importanti per bambini e genitori, ci sono biblioteche attivissime al riguardo.

Per poter scegliere bisogna anche sapere cosa si cerca.

Un libro per argomento? (Io non amo i libri che ti guidano con la morale alla nanna, a togliere il ciuccio e il pannolino o a mangiare frutta e verdura, ma so che ne esistono di belli e divertenti).

Un libro semplice per le prime parole? (La Pimpa ma anche Abbaia George ma anche le storie di Elmer e molti altri).

Un libro che voglia stimolare la vista e porre l'attenzione sull'osservazione?
Di fantastici albi illustrati ce ne sono milioni, l'importante è che le illustrazioni non siano eccessivamente piene e soprattutto corrispondenti a quanto si legge. Ovviamente, che quanto si legge sia posizionato vicino all'immagine che rispecchia.

Ci sono anche albi illustrati senza parole e con quelli potete sviluppare la fantasia, vostra e del vostro bambino … e la memoria. Perché le ripetizioni sono importanti e il bambino tende a ripetere sempre uguale (lui ha una grande capacità di ripetere sempre uguale, mentre l'adulto, con la testa sempre più piena di parole e pensieri tende a ripetere il concetto ma non la parola uguale).

Un libro che voglia stimolare l'attenzione all'ascolto. L'attenzione all'ascolto è oggi secondo me un deficit in espansione tra i bambini sempre più stimolati da rumori, plastica, luoghi chiusi e pieni di rimbombi. I bambini sanno stare concentrati all'ascolto sempre meno e (ma è una mia opinione personale) al contempo vengono diagnosticati sempre più bambini con deficit di attenzione, o di iperattività (non saprei cosa altro aspettarmi da bambini non abituati ad ascoltare storie e abituati a lanciarsi come pazzi da una parte all'altra di enormi muri di gomma con musica sparata a tutto volume).

Quando non esisteva la scrittura esisteva già la scuola. Affinché un bambino diventasse adulto, era fondamentale che gli venisse passato il sapere del suo stesso popolo. Quando i popoli hanno cominciato a mischiarsi fra loro il corpo umano si è fortificato e le conoscenze condivise hanno creato la scienza per progredire, per migliorare.

Gli anziani del villaggio sedevano in mezzo alla natura con i piccoli del villaggio, insegnando loro a vedere, ascoltare e riconoscere suoni e segni della natura. Era un processo lento e spesso silenzioso, bisognava saper aspettare, ascoltare, con pazienza e concentrazione per poi, al momento giusto, essere pronti rapidi e abili. I saggi raccontavano loro bellissime storie di avventure con fantastici personaggi, per spiegare loro il mondo. Insegnavano loro l'arte di usare quanto la natura metteva a disposizione attraverso l'apprendimento della pittura (per lasciare segni e segnali), della scultura (per preparare armi e utensili), del canto (per comunicare tra loro anche da lontano), della danza (per entrare in contatto con le proprie emozioni).

Provate ad immaginare di vivere in una grotta, riscaldati e illuminati solo da un fuoco centrale tanto caldo quanto pericoloso. Dovete alimentare il fuoco ma temerlo perché può prendere piede e uccidere tutti. Gli uomini devono cacciare gli animali per sfamare il villaggio intero. Chiusi in una grotta di ombre e luci, gli uomini si preparano alla caccia grossa, siamo agli albori dell'arte. L'uomo ha paura ma deve cacciare o non sopravvive. Gli animali fuori sono grossi, hanno zanne, code e zampe spaventose, emettono suoni forti e terrificanti.
L'uomo ha paura ma deve cacciare.
Per poter sopravvivere l'uomo non cancella la sua paura e si trasforma in una macchina da guerra ma cerca la sua paura, vi entra in contatto, la affronta e la fa sua amica. L'uomo entra in contatto con la sua emozione attraverso l'arte e le storie.

Il saggio, il capo, il guerriero più forte siede con gli altri uomini intorno al fuoco. Racconta il piano. Poi racconta storie di antenati che hanno combattuto la stessa paura, la stessa fiera feroce. La narrazione coinvolge tutti, ci sono dei graffiti sulla parete della caverna che rappresentano le storie del passato, le stesse che racconta il capo.
Quando tutti hanno capito che cosa spaventosa stanno andando a fare, suonano, cantano e danzano la loro stessa paura, per entrarci in contatto e farla alleata. Non c'è nessuna morale dietro, solo una presa di contatto con se stessi e con il proprio mondo.

Così io credo che nasca l'arte. A questo io credo che servano le storie che scegliamo di leggere ai nostri figli. È nella relazione salda, di amore e condivisione e nel rispetto reciproco, che le storie funzionano. Se sviluppate l'attenzione visiva, l'ascolto attivo, la fantasia di espressione, il disegno libero … regalate al bambino la via alla consapevolezza di se stesso.

Il metodo principale che uso per insegnare le lingue ai bambini (Il Format Narrativo attraverso le avventure di Hocus & Lotus) funziona proprio perché prevede l'uso di tutti questi canali: relazione umana, ascolto attivo, condivisione, espressione teatrale, canto … possono anche danzare le bellissime musiche del format.
Condivisione a lezione e a casa.
Tutto in un'altra lingua, abbandonando in quello spazio la lingua madre che volentieri cede il passo alla seconda lingua e senza bisogno di oggetti di transizione e di traduzioni.
Il metodo funziona perché riprende le più antiche tecniche di insegnamento, perché propone un percorso che riguarda sia l'ontogenesi che la filogenesi dell'uomo, senza morale.

giovedì 16 febbraio 2017

El más rápido de Paula Carbonell (premio Cuatrogatos)

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Qualche tempo fa vi ho parlato di Paula Carbonell, Un día en el mar, un libro dolcissimo, profondo come il mare e leggero come la sua superficie. Un libro che parla di relazione e di amore che, in questo periodo storico, mi sembra il miglior messaggio che si possa passare ai nostri bambini, sperando di costruire per loro un mondo armonico, un mondo dove denaro e guerra non sono i leader della storia, un mondo dove stringere una mano non è segno di debolezza, un mondo dove fare una passeggiata e parlare con un estraneo non è pericoloso. Un sogno. Queste sensazioni semplici eppure così importanti Paula ce le ha raccontate nel suo Un día en le mar e da allora non posso fare a meno di leggerla.
Paula scrive, legge, racconta racconti e storie come le ricorda, come le sente, come le vive e con molta semplicità, professionalità (lei è scrittrice ma anche lavora per la promozione della lettura) e passione. Probabilmente ai miei occhi è questa sua passione che la rende speciale.
Chi mi conosce sa che io sono convinta che le emozioni siano come le malattie esantematiche: contagiose! Proprio per questo tra tante fotografie di libri buttate a destra e manca in cerca di pubblicità e di un po' di denari, io vado cercando chi la lettura la promuove con amore.
Solo così è possibile lasciare un segno, un semino di amore nel cuore dei bambini, un varco nell'animo di genitori che non leggono e ai quali nessuno ha mai letto.
Con molta spontaneità, Paula Carbonell ci racconta che Gallito Pelón in realtà è la sua versione di una vecchia storia valenciana: Medio pollito. Sembra facile raccontare una vecchia storia popolare ma provate a immaginare quante persone e di gran lustro lo hanno fatto.
Un confronto oneroso.
Così, lei le ha studiate quasi tutte e ne ha scritte decine di versioni fino a dar vita a quella che tutti noi conosciamo (spero).
Benché la storia sembri molto più semplice di quella originale i miei figli mi hanno detto
"ben gli sta a questo re ingordo che non sa essere grato, meno male che il pollo aveva imparato tante cose strada facendo".
... e pensare che io avrei dato dell'ingordo al re e non al pollo!
In effetti raccontare una storia che da secoli raccontano i tanti non è facile e la stessa Paula dice:
"No es fácil adaptar un clásico tan revisado. Incluso ahora que ya está hecho y lo pienso despacito ¡soy una incosciente! ¡Cómo se me occurrió versionear uno de los cuentos más contados!" 
"Non è facile adattare un classico tanto raccontato. Tutt'ora che ormai è fatta, a bassa voce penso: sono una incosciente! Non so come mi è venuto in mente di adattare uno dei racconti più raccontati al mondo"
In questa sua versione Paula parla di unione delle forze dell'amore per superare insieme tutti i malanni della terra. Lei stessa adora questo gallo che si mangia l'universo, in questa unione viscerale, soprattutto nelle immagini di  Philip Giordano.
Ma se ci pensate bene raccontare e raccontare e raccontare negli anni, e nei secoli una stessa storia è come creare un museo della nostra stessa evoluzione e le storie man mano che vengono raccontate incamerano qualcosa da ciascuno di noi che le raccontiamo e da ciascun illustratore.
Un percorso evolutivo straordinario.
A tal proposito vi confesso che su internet ho letto che la storia è di origine cilena, poi ho letto che è di origine argentina, poi ho letto che ha origine a Puerto Rico ... Paula mi conferma che lei è valenciana e che da bambina le raccontavano questa storia come tradizionale del loro paese. In ogni caso una bellissima storia che parla proprio di noi e delle nostre origini a questo punto.
Ci ricorda Paula che tutto ciò che incontriamo nella nostra vita, in qualche modo, prima o dopo, ci torna utile, ci aiuta ad andare avanti e a superare ostacoli.
Questa storia la raccontava a lei suo padre quando era piccola, ed è a lui che la dedica. È bello sapere che una storia può creare un legame di amore tanto forte. Anche io vorrei un giorno vedere pubblicate le storie che ho scritto per i miei figli quando a nel dialogo normale ero troppo adulta per aiutarli ma attraverso le fiabe ho saputo raggiungere il loro cuore.
Molto simile al Gallito Pelón, Paula scrive anche El viaje de las mariposas. Un viaggio molto dolce dove si creano legami molto forti e relazioni di amicizia e gratitudine che sono poi quelli che nella vita ti aiutano a superare ogni ostacolo. L'incontro finale delle due farfalle è  quasi un inno all'essere fiducioso e positivo.
In questo periodo sto rivedendo alcune storie di Esopo per dei laboratori (in inglese ma perché no potremmo proporli anche in spagnolo) e devo dire che queste due storie della Carbonell mi ricordano molto Esopo che in fondo se ci pensiamo è un po' il padre di tutte le nostre storie.
Il lavoro e la ricerca di Paula non si fermano. Lei continua ad ascoltare, guardare, odorare la vita le sue storie e le sue emozioni e scrive un'altra storia. Questa volta la storia mi sembra proprio nuova. Una storia bella, coraggiosa, forte, emozionale e ... graffiante.
Un tuffo da un mondo all'altro.
Dal mio al mondo di Dula e dalla fame alla fama. Un libro che per almeno due volte ti lascia a bocca aperta perché il finale va diversamente da come te lo aspettavi. Sto parlando di El más Rápido.
Dula la mattina si alza e allo specchio vede il felino che è in lui, pronto a scattare, concentrato e fiero. Non sempre vince, non sempre mangia. Una gara che porta la corona dello stadio, gli allori del pubblico e subito dopo la puzza del pesce pescato. Tanto pesce ma a Dula serve la pelle del pesce. Gli serve per correre.
Una storia bellissima.
Ancora non l'ho letta ai miei figli ma presto lo farò, voglio leggerla ancora qualche volta per me perché mi lascia la voglia di farcela nella vita ed è bello.
Devo dire anche le illustrazioni di Ester García sono bellissime. Tonde, danno il senso di movimento e di pace. Quasi si sente l'odore del paese di Dula attraverso queste immagini così intense.
Questo libro ha vinto un premio proprio qualche giorno fa. Un premio importante nel mondo ispanico, il Premio Cuatrogatos. Cosa ha significato per lei vincere il premio ve lo lascio leggere dalle sue stesse parole, che danno l'idea dell'amore che mette in questa sua professione:
"Ha sido una emoción muy grande, no me lo esperaba. Hablando un poco antes con la editora, me comentó que en cierta forma los premios son una lotería, que era muy difícil estar ahí porqué se compete con libros maravillosos y le dí la razón; yo siempre digo que creo que gasté todas mis boletas de lotería en salud y que ya me tocó (superé un cancer de mama) y no pensé que me fuera a tocar. Así que fue muy emotivo, es un reconocimiento que da visibilidad a nuestro trabajo y se agradece". 
"È stata una grande emozione che non avrei mai pensato.
Parlavo poco prima con il mio editore e si diceva che in qualche maniera i premi sono come una lotteria, è molto difficile arrivare perché si compete con libri meravigliosi e io ero d'accordo; dico sempre che credo di aver usato tutti i miei biglietti della lotteria fortunata in salute (sono uscita da un cancro al seno) e non avrei pensato di avere ancora un biglietto fortunato. Così mi sono emozionata tantissimo, un riconoscimento importante che da visibilità al nostro lavoro, che si apprezza molto."  
Paula sa che ascoltare racconti sviluppa tante abilità: l'immaginazione, l'empatia, l'auto-ascolto, proprietà di linguaggio, saper cogliere le diverse sfumature dei significati delle parole ma anche la loro musicalità e ciò nonostante lei ritiene di essere fortunata a poter leggere e raccontare ai bambini, perché in questa relazione con i bambini c'è sempre da imparare.
Sono contenta di avere la possibilità di leggere i libri di Paula Carbonell perché si legge l'amore per le sue storie e per la lettura. Paula ringrazia come sempre i bambini dai quali lei apprende tanto e ai quali è molto grata.
Grazie Paula per avermi raccontato un po' di te, sei una scrittrice fantastica.



mercoledì 8 febbraio 2017

Il vento della verità di Valentina Rizzi

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Oggi provo a condividere con voi un pensiero abbastanza difficile. Come molti sanno io non amo quei libri per bambini che propongono soluzioni e sostegno ai genitori per risolvere una problematica solo apparentemente del bambino. Non cito nulla perché, nel mio blog, mi sono ripromessa di parlare solo di libri che apprezzo.
Se vostro figlio non si lava i denti o non vuole dormire o non riesce a fare cacca, io sconsiglio vivamente di cercare un libro che lo convinca a lavarsi i denti, o che lo aiuti ad addormentarsi o che lo aiuti addirittura a fare la cacca, piuttosto consiglio di lavarsi i denti insieme al bambino tutte le sere fino a che diventa una routine anche per lui, di provare un'altra modalità di ninna o di chiedersi cosa turba il bimbo che non riesce a dormire o di chiamare il medico per problemi fisiologici ma a volte anche psicologici.
Immaginate un bimbo predisposto ad una malattia neuronale che ancora non è emersa, ma anche semplicemente un bimbo che sta covando il febbrone o disturbi intestinali o sinusite ma ancora non ve ne siete accorti, certo che non riesce a dormire.
Ha paura ha fastidio, ha dolore, è piccolo e non sa come liberarsi di questo fastidio che non lo lascia in pace per fare sonni sereni. Voi ancora non lo sapete semplicemente perché non si è manifestata ancora la malattia o non vi siete accorti o non sapete della giornataccia che ha passato a scuola e non sa come placare la sua ansia o rabbia per un evento.
Immaginate questo bambino ... ha paura, prova rabbia o forse vergonga, qualcuno lo ha infastidito e nessuno ha fatto niente, ha bisogno di sostegno ma non sa nemmeno lui cosa chiedere.
Il sostegno che riceve è una bella porta chiusa, un urlo o la lettura di un libro che condiziona il suo sonno.
Non sarebbe meglio un grande abbraccio, delle coccole, una ninna nanna e tanto amore?
Lo so che è difficile e richiede tanto amore ma diciamolo, i figli non si comprano al supermercato ... almeno spero!!
Provate a ricordare come potete quanto è rassicurante essere abbracciati da mamma ed essere cullati lentamente, piano piano, appoggiando la testa al petto e potendo chiudere gli occhi e sentirsi sostenuti, protetti, amati, sicuri ... da mamma ma, ma anche da papà. Dai papà anche tu puoi farlo e il bambino sarà felice lo stesso e non toglierai nulla a mamma, anzi lei potrà fare altro e tu dare doppia rassicurazione al bambino.

La lettura per me è di aiuto quando crea un mondo magico dove ci si può immergere insieme ma anche da soli e vivere mille avventure in un ambiente protetto. Diverso è un libro che con il condizionamento aiuta il bambino a fare quello che il genitore non riesce a fargli fare.
Il bambino cresce sano e felice nella relazione con la sua famiglia (la più importante) e nella relazione umana con il resto del mondo, e frustrato nel mondo dei condizionamenti, del non ascolto, della non condivisione, della violenza fisica e psicologica.
È chiaro che poi ci sono degli strumenti che aiutano il genitore a supportare il bambino nella sua crescita e nella sua personale formazione di schemi di percezione della vita, che non vanno condizionati ma supportati affinché ognuno possa diventare un adulto consapevole di se stesso e non un robot che risponde ai meccanismi di un manuale scritto per lui. Un manuale che non gli corrisponde e lo farà soffrire per tutta la vita.
Le fiabe sono molto supportive per il bambino proprio perché si può avvicinare al reale attraverso l'uso di un linguaggio metaforico e non esplicativo che spesso è percepito come violento.
La fiaba aiuta il bambino a sperimentarsi ma anche aiuta l'adulto ad abbandonare la sua adultità (ma non la sua responsabilità) quando si relazione con il bambino, soprattutto per questioni delicate.

Con questa premessa torno oggi a parlare di un'autrice a me particolarmente cara per vari motivi troppo lunghi da spiegare: Valentina Rizzi, di lei vi ho parlato quando ho raccontato del fantastico libro dal titolo Vita (leggi il post).
Questa volta vi voglio parlare del libro Il vento della verità,
che consiglio di prendere in considerazione anche nelle scuole dove per motivi didattici o sanitari ci si trova ad affrontare argomenti complessi e delicati per lo sviluppo dei bambini, insistendo sul fatto che un libro è un pretesto e non un salvavita, consiglio di usarlo in accordo con l'autrice stessa, con una persona che vi aiuta a lavorare con l'arte terapia, con esperti sanitari (psicologi dell'età evolutiva) con i docenti formandoli al testo e al suo uso e con gli alunni.

Intanto si tratta di un testo teatrale con audiolibro.
Già solo la lettura audio è molto bella e coinvolgente, trascina come un vortice l'ascoltatore all'interno del mondo dei piccoli boccioli che crescono e può essere usata, volendo e con competenza e collaborazione, come copione teatrale.
Chi mi conosce, sa della mia formazione in Lingue,  Arte Teatro Terapia con il metodo Rosati-Hansen, Gestalt Counselling e la specializzazione in Glotto-Didattica Infantile con il Format Narrativo della prof.ssa T. Taeschner; e sa quanta importanza do io all'azione teatrale per lo sviluppo, soprattutto infantile ma non solo (per chi non mi conosce può comprenderlo leggendo questo post).
Questa storia bella ben strutturata e semplice, la storia di Cuorinfiore, è un ottimo strumento attivo su più canali: la lettura del testo, l'ascolto dell'audiolibro, la possibilità della performance teatrale,  numerosi spunti di riflessione.

Chiediamoci perché sono tutti canali importanti:
La lettura di storie (fiabe per i più piccoli), come abbiamo sempre detto forniscono conoscenza e possibilità di espressione consapevole. Una sperimentazione protetta in un mondo magico e a dimensione adeguata. La possibilità di raggiungere mondi diversi e lontani da noi.
L'ascolto (di audiolibro) è un canale molto importante al quale spesso non si da la giusta importanza, imparare ad ascoltare un audiolibro ti allena all'ascolto in generale, un ascolto che può essere rivolto verso l'esterno ma anche verso l'interno. Se l'ascolto è condiviso, poi, con altri e con l'aiuto delle parole apprese si riesce a dare forma ai propri pensieri, ai propri dubbi, alle proprie esigenze senza entrare in confusione.
Il teatro, con l'esperienza scenica che ne scaturisce, che un testo come il Vento della Verità offre, ti da la possibilità di salire su un palco ed esprimerti cercando le tue risorse in te stesso e, ancora, ti da la possibilità di sperimentare un cambiamento sempre in ambiente protetto (come dico sempre lettura e teatro sono gli strumenti che preferisco per l'apprendimento delle lingue, ma serve un format narrativo adeguato o è puro esercizio mnemonico).

La nostra esperienza fisica ed emotiva si vanno a posizionare nella nostra memoria interna, complete di tutti i canali, e vanno a formare la nostra griglia della percezione della vita, i significati che diamo alla vita, le risorse che usiamo per prendere decisioni e proseguire nel nostro cammino.
La nostra memoria storica però non la si costruisce con un apprendimento mnemonico ma piuttosto esperenziale.
Puoi studiare tutta la teoria che vuoi sulla bicicletta ma come dice la Prof.ssa Taeschner, se non sali e pedali non impari ad aindare in bicicletta.
Poi certo, alcuni preferiscono insegnare la teoria e altri la pratica.
L'apprendimento mnemonico teorico prevede un grandissimo dispendio di energia per un basso livello di sviluppo spesso basato solo sul canale della lettura e della visione di immagini.
L'apprendimento emotivo-esperenziale (movimento, ascolto attivo, intelligenza emotiva, dialogo e condivisione, lettura e ricerca) fornisce, con il minor sforzo il più alto livello di apprenidmento quasi sempre basato sull'utilizzo di tutti i canali percettivi dell'uomo.
Non dimentichiamo che il movimento fisico e la sperimentazione emotiva attivano dei centri nervosi altamente evolutivi, nonché sviluppano l'attività dei neuroni a specchio (che vale la pena andare a studiare), dei quali molto ma molto brevemente e indicativamente posso dire che sono quei neuroni che attivano il meccanismo della simulazione per cui guardando/sperimentando una pièce di teatro il nostro cervello ci permette di sperimentare per simulazione un'altra esperienza. Ma il funzionamento dei neuroni a specchio è molto più complesso di quanto io possa dire qui.

Il Vento della Verità di Valentina Rizzi riconosce i Diritti all'Infanzia come la base per un sano e possibile sviluppo del futuro del pianeta e dell'uomo. I bambini, infatti, sono persone e in quanto tali vanno tutelati e educati ai loro stessi (e quindi a quelli degli altri) diritti, come la Convenzione Internazionale ai Diritti per l'infanzia ci insegna. Un primo passo verso la civilizzazione, infatti, si ha con la riduzione della violenza e mi par bene cominciare proprio dai futuri adulti, abituandoli alla non-violenza.
Non bisogna mai dimenticare che un bambino può crescere solo all'interno di una relazione affettiva (idealmente la prima e più formativa è la relazione affettiva madre-figlio) e là dove il bambino non la trova/riceve ne costruisce una sua, personale a cui attaccarsi per non morire, spesso confusa e a volte violenta, la stessa relazione che poi riproporrà da adulto.
L'abuso su un minore, sappiamo, influisce su il suo sviluppo fisico, psichico, comportamentale, emotivo e relazionale, condizionando l'intero assetto della sua personalità.
Prevenire gli abusi di violenza sui minori, dunque, aiuta a costruire un futuro di adulti sani e felici.

Valentina sa che il bambino non può riconoscere, esprimere e rispondere ai segnali di abuso e violenza e immagina una storia che, in qualche modo e possibilmente con il supporto adeguato di adulti sani, li possa aiutare in questi casi.
Per Valentina, autrice responsabile e anche lei esperta in Teatro Terapia, è importante allenare i propri figli a riconoscere il disagio dal benessere, a distinguerli partendo dai segnali che il nostro stesso corpo ci propone. Saper distinguere i segnali che li aiutano ad allontanarsi dai contesti che li mettono a disagio, perché quando ci si sente a disagio troppo a lungo, si tende a normalizzare il disagio nella propria vita.
In questo contesto, tra ricerca, simbolismo fiabesco e sperimentazione teatrale si muove la storia che Valentina ha creato per i bambini e per gli adulti che li aiutano a crescere sani e felici.
All'interno di Cuorinfiore vivono i boccioli che devono crescere guidati dagli adulti del regno. Ci sono figure femminili e maschili. Quest'anno una brutta influenza ha colpito gran parte dei boccioli costringendo Papaverino e la dolce Principessa Rosina ad una lunga convalescenza. Cocco Secretillo e la Strega Omertà bramano qualcosa contro il Re e sua figlia la Principessa Rosina ma Madre Natura sa guidare i suoi boccioli a prestare attenzione ai segnali negativi e li aiuta a superare i brutti momenti attraverso il riconoscimento dei messaggi negativi, imparando a dire di no quando i propri diritti vengono abusati, imparando a non trascurare il proprio corpo con pulizia e cura in ogni sua parte e imparando non solo a dire la verità, ma anche a raccontarsi.
Secondo lo studio-sondaggio condotto a Roma dal Prof. Paolo Donzelli nel 2009, docente dell'Università di Catania, il libro-progetto del Vento della Verità ha riscontrato un enorme successo proprio tra i bambini che si sono dimostrati contenti di aver partecipato all'esperienza teatrale della storia di Cuorinfiore.
Hanno trovato la storia facile da comprendere e soprattutto si sono dimostrati soddisfatti per il trionfo della verità. Un 60% delle bambine si sono identificate con la protagonista, la Principessa Rosina.
Questo libro mi sembra un supporto psicologico-educativo-letterario adeguato, nonché anche semplicemente una fantastica storia che appassiona i bambini.
Valentina, non ha spiegato la teoria ai bambini ma ha saputo mettersi nei loro panni guidandoli gioiosamente, con un linguaggio simbolico adeguato nel difficile cammino di comprensione di un abuso, di un disagio, di una violenza, anche solo nel saper riconoscere le cattive abitudini.

Questa volta mi rivolgo a tutti quegli operatori che hanno bisogno di formazione e di materiale per affrontare argomenti delicati con bambini altrettanto delicati, perché tutti i bambini sono delicati, io e Valentina siamo qui per informazioni sul testo e la sua importante funzione educativa, nonche sulla fiaba semplicemente in quanto fiaba che sa portarti per mano in un altro mondo, come quando tira il vento e il cappello ti vola via.

lunedì 6 febbraio 2017

Il segreto della Magia di Hocus & Lotus

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Torno a parlare di bilinguismo, di apprendimento e di metodologie. Questa volta sono vestita da Magic Teacher e magicamente vi voglio portare nei segreti del metodo del Format Narrativo della prof.ssa Traute Taeschner, un metodo fatto di magia, di preparazione professionale e di trenta anni di ricerca.
In poche parole voglio provare a spiegare il segreto di Hocus & Lotus, il metodo che insegna le lingue a migliaia di bambini nel mondo.
Un metodo che apparentemente sembra essere uguale a tanti altri ma in realtà ha una caratteristica, che noi amiamo chiamare Magia, che lo contraddistingue da tutti gli altri.
A questo punto mi sembra giusto chiederci:
Che cosa vuol dire magico? Cosa significa magia nel nostro metodo?
Significa preparazione prima di tutto. Perché quando ti affidano dei bambini per svolgere un compito così difficile come insegnare una nuova lingua, bisogna essere preparati.
Bisogna sapere perché si agisce in un modo e non in un altro.
Bisogna sapere effettivamente cosa ha successo e cosa no.
Perché facciamo teatro e non utilizziamo le flash cards?
Perché facciamo vedere un cartone animato?
Perché cantiamo una canzoncina?
Quali sono i meccanismi di apprendimento  del linguaggio nei bambini?
In che modo affrontare "l'acquisizione" di una lingua?
Fate molta attenzione al fatto che ho parlato di "Acquisizione di una lingua" e non di "studio di una lingua", che sono due cose molto diverse.

Così, quando mi capita di sentire colleghe esprimere pensieri come:
Va beh, ho capito. Gesticolo mentre parlo così da far capire il significato delle parole, gli faccio vedere i cartoni animati, una letta al libro e le canzoni tutto il giorno. Tre anni di formazione mi sembra eccessivo.
Rimango sconvolta dalla superficialità e dalla irresponsabilità di alcuni adulti nei confronti dei bambini. Questo è il punto che riflette la superficialità generale di altri metodi che, generalmente, nascono da un volere prettamente commerciale. Parlo ad esempio di quei metodi che usano il franchising, dove ciò che paga il genitore è il nome (la marca) del corso e le royalties che si prende su ogni corso attivato, royalties che il docente deve dare alla casa madre per poter svolgere il corso. In questo intreccio io mi chiedo quanto costa il marchio e quanto costa la sostanza?
Insegnanti formate in tre giorni!
Ci sono mille altri metodi che funzionano meglio. 
Hocus & Lotus è un metodo che nasce dalla PsicoLinguistica, mentre normalmente la metodologia per l'apprendimento delle lingue nasce da studi che discendono dalla Linguistica, che è lo studio della lingua e non dell'apprendimento.
Segue un percorso diverso e, ovviamente, noi che lo scegliamo lo preferiamo.
L'unica metodologia che, in trenta anni di ricerca, ha dimostrato di essere valida, innovativa, funzionale, piacevole, competente.

Dietro le quinte dello scenario di Hocus & Lotus troviamo competenza pedagogica, psicologia, linguistica, attenzione al bambino ma anche al genitore.
Il metodo del Format Narrativo ideato dalla Professoressa Traute Taeschner, più comunemente conosciuto come Hocus & Lotus, vede luce all'Università degli Studi la Sapienza di Roma, all'interno di un progetto di ricerca sull'educare i bambini al bilinguismo e all'interno del progetto Socrates Lingua della Comunità Europea.

Durante gli anni '90, si è cercato di comprendere le modalità di apprendimento della seconda lingua straniera nei bambini cercando prima di colmare le lacune delle insegnanti e poi di elaborare un progetto adatto all'apprendimento della seconda lingua straniera per i bambini della scuola materna.
La prof.ssa Traute Taeschner mette in evidenza (1996) che le lingue si imparano meglio in età infantile quando le modalità di insegnamento sono adeguate all'età psico-sociale e cognitiva dei piccoli discenti e hanno una buona valenza affettiva. A seguito di questa sperimentazione, si è compresa l'esigenza proveniente dalla base e le potenzialità della scuola dell'infanzia in questo ambito di conoscenze, si è così deciso di avviare una nuova sperimentazione che rispetto alla formazione teorica a pioggia che tanto affatica gli accademici ma che non concede una metodologia alle maestre che giornalmente operano con i bambini, si è proposto un progetto in grado di fornire strategie didattiche e materiali di riferimento su cui l'insegnante avrebbe potuto costruire e ampliare creativamente il proprio modo di fare scuola. Questa richiesta si è raccordata con le ricerche condotte parallelamente presso la Cattedra di Tecniche di Osservazione del Comportamento  infantile dela Facoltà di Psicologia 1 dell'Università di Roma La Sapienza. Da poco l'Università aveva lanciato il progetto europeo Socrates-Lingua Azione D per l'elaborazione del materiale didattico e la creazione di un cartone animato di cui sono stati partner Germania, Danimarca, Portogallo, Spagna, Olanda e Francia. Contemporaneamente il Servizio Scuola Materna lancia il progetto Socrates-Lingua Azione A con l'obiettivo di diffondere il progetto in altri paesi. In questo contesto accademico-sperimentale nasce il progetto Hocus & Lotus. [Rif. T. Taeschner, L'insegnante magica, Borla Editore].

Visto l'esito importante scaturito dal progetto nato dalla ricerca per educare i bambini al bilinguismo, tra la Università La Sapienza di Roma e il Progetto Socrates Lingua della Commissione Europea la quale ultima promuove un Programma di Apprendimento Permanente, si è proseguito il cammino della ricerca per rafforzare il bilinguismo in qualsiasi condizione sociale e/o familiare. Di seguito un elenco dei progetti seguiti:

2007 - 2010 Dinotour. The DinoCrocs travel to the Balcans. Un progetto fortemente voluto da Educational Programmes Consult, Ltd di Bulgaria, dall'Università La Sapienza di Roma, dalla Fondazione Euro Ed in Romania e la partecipazione dell'Ungheria.

2010 - 2015 Bilinguismo 0-6. Un progetto della durata quinquennale in cui sono state coinvolte alcune scuole infantili di Roma per far crescere bilingui i bambini da 3 mesi a 6 anni.

2010 - 2012 BILFAM, let's become a BILingual FAMily. Un progetto biennale in cui sono state coinvolte 125 famiglie in 5 paesi europei diversi (Regno Unito, Spagna, Slovacchia, Romania, Italia)

2012 - 2015 SOFT SchOol and Family Together. Un progetto triennale approvato dalla Commissione Europea per fomentare l'integrazione sociale e scolastica dei bambini immigrati.

Magia però vuol dire anche:

 Attenzione ad ogni singolo bambino del gruppo.
Troviamo la capacità dell'insegnante di creare uno spazio-mondo magico all'interno del quale il bambino si abitua a stare felicemente in inglese.
Felicemente, specifico questa parola perché questo è lo stato di chi ha voglia di andare avanti, di crederci, di riuscire.
Il bambino con Hocus & Lotus si diverte ma attenzione:
si diverte studiando e non giocando. 
Il bambino, infatti, per quanto piccolo sia, sa che sta andando a imparare l'inglese e deve impegnarsi.
Ogni Magic Teacher ripete sempre ai suoi DinoGenitori:
Ricordate che il bambino viene qui per apprendere l'inglese e non per giocare, è importante che lui lo sappia.
E sapete che vi dico?
Più sperimento questo affascinante percorso e più mi accorgo che in realtà il bambino è felice di imparare. A qualsiasi età!
È felice di sapere che è bravo e che imparerà ma ...
non è felice di dimostrarlo a tutti i vicini di casa e i parenti che incontra.
Non è felice di essere giudicato tutto il tempo.
Non vuole essere messo sotto pressione.

Devo confessare che io sono molto esigente nei confronti dei miei DinoGenitori.
Li aggiorno sui progressi dei figli, li consiglio su cosa fare e non fare durante la settimana. Cerco di mettere sempr ein evidenza il fatto che non si può pretendere di imparare una lingua con un'ora a settimana e che maggiore è il contatto con la nuova lingua, anche in contesti diversi, con cartoni animati, libri, canzoni, viaggi all'estro, meglio è.

La memoria che serve all'apprendimento è un'altra e non è un equivalenza matematica (ovvero red = rosso).
Quella che io chiamo memoria competente e che viene usata dall'intelligenza emotiva per creare collegamenti tra parole, concetti, grammatica e ... comunicazione, è qualcosa che riguarda la relazione umana.
La relazione tra la Magic Teacher e i suoi DinoAlunni.
La relazione tra la Magic Teacher e i suoi DinoGenitori.
La relazione tra genitori e figli nel momento in cui anche a casa entrano nella DinoRelazione del magico mondo di Hocus & Lotus.
Se queste relazioni non sono magiche, l'apprendimento diventa equazione matematica con secchi pieni di parole come strumenti annessi.

C'è un'altra relazione che fa la differenza all'interno del metodo, è la buona relazione tra le Magic Teachers le quali condividono un metodo ma anche dei valori, le quali anche se in disaccordo si confrontano in uno scambio consapevole all'interno di una comunicazione magica che ha creato una Rete di Eccellenza dove non solo ci si confronta, ma anche ci si sostiene in momenti di confusione, dove anche ci si aggiorna, dove anche ci si consiglia tra noi, dove anche si inviano bambini con genitori attenti che vogliono intraprendere questo percorso con i loro figli altrove e così, quando il mio DinoAlunno da Trieste si è trasferito a Palermo, è stata mia premura cercare la Magic Teacher per lui e aggiornarla sulle sue competenze e lei si è dimostrata subito aperta e attenta alle esigenze del bambino.
E così, quando il mio DinoAlunno si è trasferito da Trieste a Palermo, in questo trasferimento importante ha saputo ritrovare e ritrovarsi in un magico mondo che lo rassicura che tutto andrà bene, che lui sarà ancora felice, che lui è ben voluto e troverà nuovi amici che condividono con lui uno stesso mondo, anche se così lontano.

Con affetto al prossimo DinoPost
Silvia