sabato 15 luglio 2017

Hocus&Lotus. La mia esperienza di auto-formazione all'interno del metodo.

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Sono oramai un paio di anni che faccio ricerca con il metodo Hocus & Lotus: apprendo dal metodo, sperimento sul campo, confronto le mie esperienze di linguista e traduttrice con quanto appreso e sperimentato, rifletto sul materiale messo insieme e condivido con le colleghe della Rete di Eccellenza le mie conoscenze, tutto sotto la supervisione della professoressa Traute Taeschner. Essendo io laureata in lingue, avendo avuto esperienze di studio in Spagna, Francia, Inghilterra e Finlandia, avendo lavorato come traduttrice e avendo insegnato italiano in Finlandia, ovviamente, ho abbracciato il metodo da linguista con una certa esperienza e conoscenza delle lingue che insegno (inglese, spagnolo e italiano).
Questo ha fatto si che io avessi una certa familiarità con i concetti incontrati e appresi.

In questo mio eclettico percorso formativo, ho anche una discreta formazione come Arte Teatro Terapeuta con il metodo Rosati-Hansen e come Gestalt Counselor specializzata nell'uso del teatro come mezzo educativo. Ovviamente anche questa formazione ha contribuito a farmi essere in sintonia con il metodo della professoressa Taeschner, che vede in primo piano l'uso del format narrativo, uno strumento molto vicino al teatro.

Così, visto che io ritengo che la formazione non sia mai abbastanza e che la relazione sia la principale fonte di apprendimento, per meglio comprendere il meccanismo che accompagna i miei DinoAlunni, ho passato due settimane in auto-formazione con il metodo Hocus&Lotus in una lingua che non conosco: il tedesco.
Ho cercato di capire nella pratica cosa succede a un bambino che approccia la seconda lingua straniera con il metodo e ho cominciato a studiare il primo format narrativo del primo livello in tedesco.
Per due settimane, un giorno si e uno no, ho studiato un'ora al giorno il primo format narrativo organizzando la lezione come di seguito descritta:
Essendo auto-formazione la lezione è stata un po' diversa da quella che normalmente propongo ai bambini. Ho iniziato ascoltando la canzone per cercare di ricostruire i gesti del format narrativo in un altra lingua. Un passaggio dunque contrario a quanto propongo io di solito (prima il format narrativo e poi la canzone) ma avendo io già conoscenza del format sono subito passata al recupero della vocalità e della gestualità dalla canzone.
Dopo la terza volta che praticavo questa formazione ho messo insieme le seguenti informazioni (uso qui la traduzione solo per comodità di chi legge e come me non conosce il tedesco): 
ein ei (un uovo)
Was is das? (che succede?)
Wer bist du? (Chi sei tu?)
Da war (c'era)
Vogel (uccello o fenicottero - dubbio che viene probabilmente dalla mia esperienza nelle altre lingue)
Entlein (papera)
Frosch (rana)
Ich auch (anche io)
Nein (no)
ja (si)
Ich habe (io ho)
Ich bin (io sono)
Bist du ... ? (sei tu ...?)
Hallo (ciao quando arrivi)
Tschüss (ciao quando vai via) 
Ovviamente se avessi cominciato la lezione con il rituale della conta come sempre facciamo noi Magic Teachers, avrei già imparato i numeri da 1 a 10. Alcune parole posso averle apprese non perfettamente corrette ma questo è normale e con la pratica costante e prolungata nel tempo, tutto migliora e si perfeziona. 
Una volta acquisita conoscenza di alcuni vocaboli direttamente in tedesco, attraverso il ripetersi dell'ascolto, della pratica del format, della visione del cartone animato e della lettura ho migliorato la pronuncia, la capacità di lettura e ho aggiunto vocaboli. In nessun caso, durante l'apprendimento, associavo il vocabolo acquisito alla traduzione in italiano o in inglese (la lingua che uso più spesso con i format narrativi di Hocus&Lotus) ma piuttosto legavo la parola al gesto, formando i miei primi concetti in tedesco. Ogni volta che un suono diventava parola e si legava al gesto si apriva nella mia mente un varco in cui si andava a depositare un concetto in tedesco che generava in me la soddisfazione di essere riuscita. Un sentimento di piacere ha accompagnato questa piccola sperimentazione di due settimane. Lo stesso sentimento che accompagna i miei DinoAlunni ogni volta che un lumino si accende dentro di loro e apre un varco ad un concetto in lingua. Saperi ed emozioni che conquistano attraverso la relazione tra me (in quanto Magic Teacher) e loro in un mondo Magico come solo Hocus, Lotus e i bambini sanno divertirsi tanto.

All'interno di questa relazione, in uno spazio magico che è quello del mondo di Hocus&Lotus, i miei DinoAlunni, piano piano, fanno proprio il sapere che io offro loro. Più è lunga l'esperienza di questo mondo magico, migliore è la qualità dell'apprendimento. Un'esperienza che ha vita all'interno di quel magico spazio in lingua che condividiamo nel tempo che passiamo insieme e che loro rivivono ogni volta che, anche in silenzio, si accostano a Hocus&Lotus quando non siamo insieme.

Ho deciso di condividere questo breve e semplice percorso di auto-formazione nel blog per offrire uno spunto ai DinoGentiori che mi leggono e che spesso sono impazienti, più dei figli, di passare alla storia successiva. Addirittura alcuni genitori provano a copiare i gesti del format o forzano la lettura per accelerare i tempi di apprendimento. È proprio questo il caso in cui il genitore potrebbe trasformare un apprendimento funzionale al bilinguismo in un apprendimento di carattere meramente quantitativo. Il piacere e la soddisfazione sono conquiste che affrontano percorsi lenti, ripetitivi e a tratti noiosi. Il famoso detto "disimparare per imparare" prevede l'accettazione del non sapere per poter apprendere. Vorrei ricordare ai genitori che i bambini hanno una grandissima capacità reattiva nel giocare a "facciamo finta che ..." e ad entrare in un mondo diverso da quello reale rendendolo reale (nel nostro caso nel mondo di Hocus&Lotus). Capacità che generalmente hanno perso gli adulti che nel tempo hanno costruito complesse strutture e filtri di bloccaggio, le cosiddette barriere emotive all'apprendimento (vergogna nel caso di una lingua, paura nel caso di uno sport, pudore nel caso del teatro o della danza e molto altro). Quando si accompagnano i DinoAlunni dalla Magic Teacher di riferimento, è giusto e funzionale che un genitore ricordi al proprio figlio che sta andando ad un corso in cui si apprende una lingua straniera e non ad una ludoteca a giocare, ma è disfunzionale forzare il bambino creando in lui uno stato di competizione o di ansia, sia nei confronti della maestra che per valutare il bambino non ha bisogno che lui ripeta continuamente la canzoncina a memoria, sia nei confronti del corso stesso, sia nei confronti delle aspettative genitoriali.

Uno dei fondamentali del metodo Hocus&Lotus prevede l'accettazione del fatto che un bambino, soprattutto nel pomeridiano, ha bisogno di muoversi. In particolare i bambini dai 0 agli 8 anni, e in alcuni casi specifici anche oltre, hanno bisogno di movimento e vivono come una vera punizione l'essere costretti immobili, muti e dritti al banco. Addirittura alcuni bambini per stare fermi, immobili e muti si devono concentrare talmente tanto che non riescono a concentrarsi per apprendere la lingua. Anche attraverso il movimento passa l'apprendimento, per questo il Format Narrativo di Hocus&Lotus è un metodo funzionale che raggiunge i suoi obiettivi. Come potete vedere dal sito, gli obiettivi del metodo sono principalmente linguistici ma non solo, ed è proprio questo che fa la differenza.

Bravi quei genitori che sanno dare il tempo giusto di apprendimento ai propri figli senza creare ansia da prestazione o da accettazione per le aspettative genitoriali piuttosto che amore per il percorso educativo. Grazie a quelle maestre che, quando ci permettono di portare Hocus in classe, non rompono la magia con frasi tipo:
"Luca ti ho detto di non muovere la gamba" 
oppure
"Stai ascoltando Elena? Guarda la maestra!". 
Con questa esperienza personale di auto-apprendimento vi saluto e vi do appuntamento a settembre.
Buone DinoVacanze a tutti!!
Magic Teacher Silvia

lunedì 19 giugno 2017

Magic Teachers. Dalla Lombardia: Elisa Baroni

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Elisa Baroni è una Magic Teacher dinamica e preparata con una storia molto intensa. Laurata in Lingue. Specializzata in glottodidattica infantile con il metodo Hocus &Lotus. Supporter Team Member del Trinity College di Londra e Team Member di EP Academy … ma dietro ai titoli di studio c'è molto di più. Andiamo a curiosare nella sua vita. 

Mi è stato chiesto di raccontare il mio viaggio con Hocus e Lotus, penso che potrei scriverne un libro. Ma facciamo un passo indietro.
Credo di essere nata con la passione per le lingue, ma di certo me ne sono innamorata ancora di più grazie a un papà che ne parlava ben quattro e mi portava con lui nei viaggi di lavoro in giro per il mondo quando poteva, e anche grazie al fatto che una parte della famiglia viveva e ancor vive in Francia. Da bambini spesso ci si trovava tutti insieme da loro e io passavo il tempo a chiedere come si dice “questo e quello” per poter imparare il più possibile. Ho ricordi meravigliosi di Natali trascorsi in Francia tutti riuniti (eravamo tantissimi, zii, nipoti, nonni) a festeggiare.
Dopo il liceo ho lavorato nei villaggi vacanze in giro per il mondo con una compagnia straniera per un paio di anni a stretto rapporto con tantissime persone di diverse nazionalità, un’esperienza meravigliosa e formativa, e una volta tornata mi sono iscritta a lingue e letterature straniere sperando un giorno di poter trovare la mia collocazione nel mondo.
Poi l’imprevisto … durante una vacanza in un paese straniero (guarda un po’ il destino) mi sono innamorata, dopo poco mi sono sposata e ho terminato l’università da sposata e mentre lavoravo in un ufficio per mantenermi. Si sa, la vita a volte fa dei giri strani ma se tu ci credi poi torni da dove volevi partire. E così è stato per me.
Quando è nata mia figlia mi sono licenziata dall’ufficio e ho scelto di dedicarmi per un paio d’anni a lei e di crescerla bilingue con l’inglese, in realtà non da subito, ho aspettato che avesse circa un anno, più per una mia insicurezza su come proporre questa lingua che per altro.
Oggi dopo il mio percorso di studi in glotto-didattica infantile grazie al metodo delle avventure di Hocus e Lotus e dopo aver studiato e approfondito il tema del bilinguismo infantile, partirei dal primo giorno di vita.
Il mio incontro con Hocus risale al 2012, quando la maestra della scuola dell’infanzia di mia figlia, dove io facevo un progetto gratuito di inglese per lei e compagni, mi parlò di un metodo e di una maglietta magica, un corso che aveva fatto tempo prima nel progetto “Brescia Bilingue” e mi mostrò dei materiali. Fu amore a prima vista!!
Mi iscrissi subito al corso perché sentivo forte dentro di me la necessità di trovare un metodo valido per trasmettere le mie conoscenze alla mia bimba. Ormai le filastrocche, le canzoncine, le letture in inglese, non ci bastavano più. Mancava il tassello per fare il passo decisivo verso una vera educazione bilingue.
Trovai in questa metodologia tutto quello che cercavo e che di più amavo al mondo: teatro, musica, ritmo, movimento, comunicazione e relazione affettiva coi bambini.
Mi buttai in questa avventura mettendoci il cuore, la passione e tanto sacrificio. Fare la mamma, lavorare, studiare, non sempre sono compiti facili da portare avanti in contemporanea.
Elisa mette in risalto la relazione umana che ci distingue tutte per il rispetto tra di noi, del volere dei genitori, dei bambini. Il rispetto dei loro tempi, del loro apprendere e del loro sognare … e la fatica che il vivere nel rispetto della buona relazione comporta. Leggiamo cosa ci dice:
Alle Magic Teachers che si affacciano a questo mondo sento di dire che non cambierei questa professione con altre, ma anche che richiede tanto sacrificio, studio, tempo (a volte sottratto a noi e ai nostri cari), infinita passione e rispetto. Rispetto di chi siamo, di quale messaggio offriamo con Hocus e Lotus e di questo metodo. E rispetto tra di noi. Ma soprattutto rispetto per i bambini che ci vengono affidati.
I bambini sono esseri speciali, delicati, puri, taluni semplici altri complicati da noi adulti, tutti desiderosi di amare e essere amati, capiti, rispettati, compresi e soprattutto guidati. Sento una grande responsabilità in quello che faccio ogni giorno.
Se si ha un animo sensibile, e questa condizione credo dovrebbe essere imprescindibile per un’insegnante, il viaggio emotivo che si intraprende con questa professione è profondo, a volte estenuante, altre rigenerante, ma sempre intenso e di grande impatto.
Siamo MAGICHE perché rispettiamo i principi della buona comunicazione e della relazione affettiva, e non dovrebbe essere altrimenti per chi si rapporta con i bambini.
Nelle parole di Elisa capiamo anche la difficoltà di inserirsi nel territorio, l'importanza del binomio impegno personale e buon utilizzo del materiale di apprendimento in dotazione con ogni corso Hocus & Lotus e l'importanza di scegliere le Magic Teachers all'interno della Rete di Eccellenza cui tutte noi apparteniamo.
In questi 5 anni di viaggio ho concluso i tre livelli di formazione e sono diventata “practical trainer”, con la speranza di poter diffondere le buone pratiche di Hocus e Lotus in tutta questa provincia dove il metodo è conosciuto grazie al progetto di sperimentazione di “Brescia Bilingue” risalente a diversi anni fa, ma dove spesso non viene attuato come dovrebbe, ovvero senza l’ausilio dei materiali che sono imprescindibili per l’esposizione e l’apprendimento dei bambini e soprattutto da insegnanti non certificate o auto -formatesi.
Grazie alla RETE DI ECCELLENZA a cui appartengo, chiunque consulti il sito ufficiale può trovare il mio nome nella sezione “Magic Teachers” certificate e avere garanzia della mia formazione professionale, linguistica e glottodidattica.
Nel mio meraviglioso territorio molti genitori stanno aprendo le porte delle loro case al nostro progetto di BILINGUISMO FAMIGLIARE con Hocus e Lotus, confermandomi di anno in anno stima grazie ai risultati ottenuti INSIEME.
Per sensibilizzare ancor di più su questa tema così importante per il futuro dei nostri figli, negli ultimi 2 anni ho partecipato a manifestazioni sul territorio come relatrice, ultima in ordine temporale la “Fiera del Bambino Naturale” di Chiari in cui ho condotto un approfondimento sui “vantaggi del bilinguismo” e sfatato alcuni falsi miti che ancora sono radicati in una parte della collettività.
Inoltre sono anche molto “social”: mi si trova un po’ ovunque, in particolare su facebook mi occupo di una pagina dedicata al BILINGUISMO (Educazione Bilingue in famiglia a Brescia) dove raccolgo interviste, articoli, risultati di ricerche scientifiche e condivido esperienze anche personali.
A un genitore che legge questa intervista direi che Hocus e Lotus è un dono prezioso: esso offre l’opportunità di aprirsi a nuove lingue, al mondo, a diverse culture, per abbattere le frontiere e crescere cittadini internazionali. Ma è anche garanzia di tanto tanto amore se la famiglia riesce a farne una parte delle proprie giornate. Un momento speciale in una lingua diversa ma altrettanto bella e importante, qualunque sia la lingua prescelta.
Come ogni cosa preziosa, come l’essere genitori, anche questo viaggio non sempre è facile e lineare, a volte presenta imprevisti, a volte ci spiazza, altre volte ci riempie di gioia.
Come ho scritto tempo fa in un’intervista a una stimata collega (Mascia Calcich. Intervsta): l’importante non è la meta ma l’emozione che ci accompagna durante il viaggio!
Anche la relazione della Magic Teacher con i genitori (che subito diventano DinoGentiori) è importantissima.
Ai “dino-genitori” di oggi e di domani (così chiamo coloro che si affidano a me per questo percorso di bilinguismo famigliare) sento di dare un unico consiglio: l’impronta che Voi darete all’apprendimento della seconda lingua, le EMOZIONI che VIVRETE con i Vostri bambini in questo mondo magico e l’impegno che metterete nel fare le attività con loro a casa saranno la chiave e il cuore dell’apprendimento. NON C’E’ APPRENDIMENTO SE NON C’E’ AMORE! Amate Voi per primi questo mondo! Lasciatevi coinvolgere! Tornate bambini ! Fate la differenza tra un corso di lingue e un PERCORSO di VITA BILINGUE! O, perché no, MULTILINGUE … io e la mia bimba visto che abbiamo concluso i 5 livelli in inglese pensiamo già a quale lingua fare ora …
Una mia alunna di 6 anni l’ultimo giorno di corso mi ha detto: “io voglio imparare tutte le lingue di Hocus e Lotus, teacher!”
E se fossero i Vostri bambini a dirvi queste parole? Dategliene l’opportunità!
Venite a Iseo, in provincia di Brescia, a conoscere me e i miei amici Dinocrocs Hocus e Lotus

domenica 18 giugno 2017

Recite, saggi e diplomi. Anche quest'anno ce l'abbiamo fatta!!

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Cari DinoAlunni, DinoGenitori e compagni di letture fonetiche grazie per le grandi avventure ed emozioni che mi avete regalato. È stato un anno molto intenso ed emozionante. Meravigliosi bambini, genitori molto attenti e maestre speciali. Un anno pieno di incontri e per me molto formativo. Lo so che sono io l'insegnante ma so che insegnare significa sempre apprendere, così mi sento di dire grazie a tutti.

Grazie a Mattia che a 4 anni con le marionette di Hocus mi ha raccontato:
Hocus going to the park and see Duck. "Hocus you are not a duck. No, no, no!".
Hocus going to the park and see a frog in the water. Splash. "No, no, no! Hocus you are not a frog".
Hocus going to the park and see a butterfly. "Catch me" "Please wait, not fast"
Hocus going to the park and see Lotus.
"Lotus you are dinocroc. Me too".


Mattia per un sacco di tempo non ha voluto parlare ma ha seguito con estrema attenzione.
Alla fine, ma proprio alla fine, con le marionette e il teatro è riuscito a produrre tanto.
Grazie Mattia sei fortissimo.

I piccoli della materna hanno lavorato tantissimo, pur se con molta vivacità. Sappiamo bene che i bambini se sono troppo concentrati a non muoversi, a non parlare, a stare seduti ... non riescono ad aprirsi all'apprendimento. Certo non è facile, soprattutto per le maestre che li tengono in classe 5 e più ore, ma io, che li tengo un'ora a settimana mi posso permettere di lasciare che si muovono mentre apprendono e i risultati sono ottimi. Dalla bambina che arriva sempre preparata e pronta a cantare e raccontare al bambino vivace che si ribella e mi dice "NO" ma alla fine dell'anno mi urla in faccia tutte le storie mischiate dimostrandomi non solo di aver capito ma anche di essere in grado di riprodurre.
Finiti i format abbiamo giocato al gioco dei mimi e ciascuno di loro è stato capace di esprimere in inglese ciò che io esprimevo con i gesti, anche quando facevo un miscuglio di più storie.
Bravi DinoAlunni!
Brava Ilaria che hai voluto imparare a leggere anche se non era richiesto per te.
Bravi gli altri che hanno voluto provare a leggere anche se non sanno ancora leggere in italiano. Brava Anna per aver fatto da Magic Teacher.
Grazie Rita per averci raccontato la storia nella tua lingua madre, è stato davvero emozionante.
Bravi, bravi,bravi tutti e soprattutto grazie Enka per avermi accompagnato in questo percorso.
Una donna davvero speciale.

Grazie a Micól, Arianna, Emma e Lorenzo per le letture fonetiche e le storie inventate:
There is a rabbit in the lake. Ted is on the boat with frog: "Get out (of) my way". Rabbit shouts: "Help" and frog says: "Goodbye. Look it's a castle". (EP)
Cat zooms far up to the stars. "Now my cat-shet is stuck. I'll call my friend Zip. Hello Zip, my cat-shet is stuck".
"Don't worry. Tadaaaan! Your cat-shet is perfect".
"thnak you". (MP)
Cat and his friend Zip

There's a fish in the park. Pup barks. Pup wakes Princess. "It has a fish pointy fin". His frined scared freeze. (AM)
There is a rabbit in the loose. Ted is on the boat with Frog. "Get out my wayyyyyy" Rabbit shouts "He(l)p" and Frog says "good-bye". Rabbit in the loos is in the castle now. In the castle there are 2 princesss. (LA)
Grazie Marta per averci ospitato tutto l'anno!

Grazie a Piero che si diverte molto di più quando facciamo l'acting out che quando leggiamo o scriviamo ma nonostante tutto alla fine del corso è riuscito a fare un dettato completo con soli tre errori, ha ripropormi la storia di Going on a bear hunt e soprattutto ad inventare un'intera storia di Hocus e Lotus on a bear hunt:
Hocus and Lotus are going to the park. They are going to look for a bear. Oh no a pond! splish splash splish splash [...] 
Non sto a riscriverla tutta perché è molto lunga ma Piero ha saputo ri-raccontare la storia con tanto di acting-out autodidatta e solo a fine corso ho scoperto che lui è un ottimo illustratore.
Direi uno sketcher molto ma molto bravo. Ottimo lavoro Piero!

In particolare grazie alle maestre (non ricordo tutti i nomi ma grazie Daniela, Vania, Tina, Ilaria, Annalisa ... e grazie alla fantastica Grazia)  delle scuole dove ho potuto svolgere le letture fonetiche organizzate per lavorare all'apprendimento della fonetica inglese in vista di una lettura in lingua più capace e consapevole.
I bambini si sono dimostrati tutti estremamente capaci e molto desiderosi di lavorare.
Qualcuno un po' vivace ma nessun vero disturbatore.
Mi sono sentita onorata di poter avere in classe Edoardo (anche se non sempre) e ci tengo a sottolineare che non ha mai disturbato. Ha fatto i suoi interventi a modo suo. Ha camminato nel gruppo quando ho detto Hocus was walking in the park e ha gridato forte quando ho rugito come il leone in A lion hunt ma nessun disturbo.
Sguardi di approvazione dai suoi compagni, tanti sorrisi e una gentile ragazza che gli ha porto la mano e nessuna interruzione della lettura mimata.
Mi ha fatto estremamente piacere vedere i bambini della seconda e della quarta alzarsi e chiedermi di poter leggere e gli alunni della maestra Ilaria (sperando di non essermi sbagliata) voler mettere in scena Ssh! We have a plan. È stata una grande emozione e una immensa condivisione con la loro maestra.

Di tutti ho lasciato anche gli errori perché sono proprio quelli che fanno la differenza nell'apprendimento. Non c'è ansia da perfezionismo ma c'è capacità d inventare per poi essere orgogliosi di quanto fatto e rimettersi a lavoro per migliorare e passo dopo passo, attraverso la buona relazione e la gratificazione, si lavora al miglioramento degli errori e all'approfondimento della lingua. È un lavoro lungo e complesso ma allo stesso tempo bello!
Grazie a tutti e mentre voi godete le meritate vacanze, io mi rimetto a studiare per le proposte di settembre. A presto e intanto, in attesa di leggere presto la storia della Magic Teacher Elisa Baroni, auguro ai miei DinoAlunni buone vacanze.

Silvia


lunedì 12 giugno 2017

NaturalMente: Le sorgenti di acqua in montagna

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Tra una corsa e l'altra in questa vita senza riposo ogni tanto un rallentamento e uno stacco dalla quotidianità ci stanno bene. Sono momenti di condivisione, di riflessione e di apprendimento, se poi si fanno in mezzo a tanta magnifica natura ... sono anche intramontabili.
Tre ore di camminata in famiglia nel sentiero del bosco fino alle sorgenti del fiume con un dislivello di 250mt. Prima che io vi racconti la mia esperienza, vi chiedo di provare ad immaginare cosa un'intera famiglia può imparare in queste tre ore.
Fuori dai problemi, dal rumore, dalla velocità, dalla routine ... cosa impariamo?

                   

Ci troviamo in un'atmosfera rilassante. Verde. Dove il rumore del ruscello e degli uccelli diventano sinfonia. Non dobbiamo sbrigarci e possiamo anche tornare indietro senza arrivare alla meta.
Siamo noi, ciascuno con le sue competenze, ciascuno con le sue difficoltà.
Il più esperto, il più intraprendente, il più pauroso, il più lento.
Riusciamo a distinguere i rumori dei nostri passi e possiamo rallentare e respirare regolarmente.
Sì, perché ci affatichiamo meno se camminiamo lentamente. Un passo dopo l'altro. Senza affannarci. Possiamo osservare le cascatine del ruscello e accorgerci che in un punto scorre lento e in un altro punto velocissimo pur essendo lo stesso corso di acqua.
Osserviamo i fiori e come gli insetti succhiano il nettare.
Ti sei accorto quali alberi crescono in questo bosco? Siamo in alto, siamo a 1600mt di altitudine sul mare e questi alberi crescono proprio qui. Che colore sono? Che forma hanno? Che profumo? Ce ne sono di giganti e di piccolini.
Fiori mai visti prima, per poi scoprire che sono orchidee italianissime, rare e protette. La scarpetta gialla, sembra il titolo di una storia per bambini.






Arrivare ad una sorgente in montagna non è facile, soprattutto per i bimbi. Di solito stanno in posti alti, sgarrupati e scomodi ma proprio questo da l'idea concreta del fatto che la beltà è una conquista dura, faticosa e difficile. Non basta indossare un bel vestito, la bellezza va cercata nel profondo degli occhi e gli sguardi veloci non la vedono.
Mentre camminiamo, ci accorgiamo più profondamente l'uno dell'altro. Anche se siamo una famiglia molto unita, c'è sempre da scoprire nell'altro. C'è chi preferisce stare al caldo sole e chi si sbriga a ripararsi sotto le fronde del bosco. Chi preferisce il sentiero sterrato, chi quello a scaletta tra le radici, chi osserva i fiori e chi gli insetti e chi ne ha paura ma si fa coraggio. Si fa coraggio perché la famiglia si ferma, attende il suo coraggio e tende una mano.

Poco dopo che si cammina ci si sente liberi e il dialogo si fa più aperto e più profondo. Escono i ricordi, i sogni, i segreti, gli scherzi, le paure, le debolezze di grandi e piccini e le mani si stringono più forte. Chissà, forse i figli, che vedono le nostre difficoltà e la nostra fatica ... cominciano ad umanizzare i loro genitori, mitici.
Forse noi genitori vediamo quanto sono piccoli e inesperti ma fortissimi i nostri figli e gli diamo più fiducia, gettiamo via le aspettative, impariamo a rallentare, permettendo loro una crescita più rilassata e serena. In questo mondo frenetico ci si dimentica di rallentare ed è bene fermarci per chiederci:
ha senso trascinarci velocemente una generazione dietro l'altra per sbrigarci ad arrivare alla fine?
Nell'ultima salitona del percorso l'acqua sparisce.
Per un po' non sentiamo nemmeno il rumore.
Poi il terriccio vischioso a scalini diventa un lungo letto di pietre bianche, ghiaione.
Un rumore di acqua torna, non la vediamo ma sappiamo che c'è.
Dunque non esiste solo quello che vediamo!
Finalmente si arriva alla sorgente, più liberi, più leggeri, più allegri e perché no, anche con un po' meno ciccia.
Ci si siede come si può a riprendere fiato e a godere della propria soddisfazione.
È proprio il caso di essere soddisfatti!
A turno ci si avvicina, si osserva l'acqua che spunta dalle rocce:
Scende da quella neve lassù (ghiacciaio) passando dentro la roccia, figooo!
Chi altri può descrivere in questo modo una sorgente se non un bambino curioso e vivace che la osserva per quello che è, accentandola così senza un perché, amandola subito!
A turno la assaggiamo, è freschissima e sembra leggera.



Ha un sapore diverso ma è difficile spiegare il sapore dell'acqua!
Provate!
Eppure ha un altro sapore:
Sembra quella con le bollicine ma è liscia come piace a noi!
Stanchi, sudati, assetati, affamati ... torniamo indietro.
Alla faccia della stanchezza questa volta si corre, si tirano fuori le carte in inglese con i nomi dei fiori e degli insetti per riconoscerli, imparare parole e giocare agli esploratori. Mi sono chiesta cosa può ridare tanta energia ai bambini, che sembravano sfiniti dalla stanchezza di questa scarpinata?
Mi sono risposta che l'energia e la voglia di continuare la generano dalla soddisfazione, dalla gioia della riuscita, dall'apprendimento della scoperta, dal non giudizio, dal piacere della relazione positiva, dall'ambiente circostante pulito e sereno, dalla positività dell'esperienza che proprio per questa sua caratteristica, da loro la forza di produrre (e non trovare) le energie rinnovate per ri-proporla, ovviamente sempre più approfondita e sempre più piacevole.
Per questo non credo nei metodi educativi punitivi, frustranti e rigidi, perché uccidono la voglia di farcela e di apprendere, bloccano la produzione dell'energia vitale, generano paura e rabbia.

lunedì 15 maggio 2017

Magic Teachers. Dalla Toscana, Giselle Pons

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Inizio questa mia intervista con una data:
New York 1933, l'anno in cui nasce Giselle Pons da costumisti franco-armeni.
Questa semplice frase già racconta tanto della nostra fantastica Magic Teacher Giselle Pons. La prima domanda che pongo a Giselle è:
In che modo nel tuo lungo percorso di vita hai sentito di essere una Magic Teacher? In che modo ti sei sentita in armonia e in accordo con il Metodo del Format Narrativo della Professoressa Traute Taeschner?
Sorridente, dolce e determinata, spiega:

La mia infanzia è stata caratterizzata dal trilinguismo e dal teatro, che hanno fortemente influenzato il mio successivo lavoro con la lingua inglese.
Subito mi rendo conto del perché Giselle, a oggi, lavora come Magic Teacher. La sua storia si spiega da sé. Giselle ci racconta:
Devo premettere che già bambina mi ero prefissa due obiettivi:1) Mai fare figli.2) Mai fare l’insegnante.Invece ... mi sono sposata a 20 anni e ho avuto ben 4 figli e 7 nipoti. Ho svolto mille mestieri e ho fatto la mamma. Poi ... avevo più di 40 anni quando ho dato le mie prime lezioni private. Ho iniziato insegnando inglese ad alcuni psicanalisti romani. Una volta che mio marito è andato in pensione ci siamo trasferiti dapprimaad Ansedonia, poi a Canino.A Canino ho iniziato facendo StoryTelling nella scuola primaria e sono poi passata a fare teatro in lingua nelle scuole di Canino, Arlena e Cellere. Con i miei alunni ho fatto spettacoli in inglese con ‘antipasto’ di francese partecipando ai festival teatrali di Bolsena e Grosseto.
Su suggerimento di Grazia Olimpieri, ex insegnante d’inglese e ora dirigente scolastico dell’I.C. di Montalto di Castro, alla fine degli anni ’90 ho seguito il corso di formazione di Hocus e Lotus.
Sembra un romanzo e invece è la storia vera di una persona che tanto ha lavorato nella sua vita e non ha mai smesso di re-inventarsi. Finalmente l'incontro di Giselle con Hocus&Lotus. Domando:
Immagino sia stato subito amore?
Lei spiega sicura:
Il format narrativo mi ha subito incantato perché raccoglieva e confermava tutte le mie esperienze e conoscenze del multi-linguismo ... e del teatro.
La curiosità diventa grande e il mio interesse è attirato come una calamita nel mondo personale di Giselle.
È stato difficile il tuo inserimento come Magic Teacher nelle scuole?
Dapprima, ho insegnato Hocus&Lotus con successo nelle scuole materne e primarie di Canino, Valentano, Montalto di Castro, Grotte di Castro, Acquapendente, Bolsena e a Pitigliano, dove abbiamo fatto un delizioso spettacolo Hocus&Lotus nel Teatro Comunale nel 2001.In seguito, oltre ad insegnare le lingue con Hocus&Lotus, man mano che la mia professionalità cresceva, sono diventata esaminatrice orale per le gamme d’esami dell’Università di Cambridge da Young Learners a Proficiency.Attualmente tengo corsi Cambridge nella scuola media, primaria e liceo di Tarquinia, oltre che nelle scuole primarie di Montalto e Pescia Romana.
Subito ripenso al matrimonio tra la metodologia Hocus&Lotus e i diversi livelli di esami del Trinity College e subito risalta all'occhio che Hocus&Lotus sposa bene l'apprendimento in qualsiasi valutazione o certificazione. Chiedo: 
Vuoi dire che hai abbandonato Hocus&Lotus oppure oggi ancora insegni con il metodo?
Giselle ci spiega come la sua vita sia stata un work in progress costante e tra una metodologia e l'altra abbia sempre portato con sé il Format Narrativo.
Dopo tanti anni, ho ripreso ad insegnare Hocus&Lotus nella scuola materna di Pescia Romana. Avevo dimenticato quanto fosse divertente e stimolante questo straordinario metodo. È una gioia ritrovarmi con deliziosi bambini che assorbono Hocus&Lotus comespugnette!
"Spugnette", la dolcezza con cui parla dei bambini mi fa chiudere gli occhi e ripenso a qualche giorno fa, quando una persona mi ha chiesto: conosci questa Magic Teacher? E io ho risposto che la Magic Teacher è certificata lei deve stare tranquilla perché quello che apprendiamo è proprio l'importanza della relazione sana all'interno di un percorso di apprendimento e dunque i bambini sono in mano sicura. Chiedo ancora:
In che modo l'incontro e re-incontro con il metodo ha cambiato la tua vita?
Soprattutto questa rinnovata DinoEsperienza mi ha fatto riflettere sui problemi con cui i ragazzi italiani si confrontano a tutti i livelli.Purtroppo raramente si prosegue con la metodologia Hocus&Lotus nella scuola primaria, tralasciando l'importanza della pratica nell'apprendimento di una lingua viva e presente.Molto più spesso accade che se chiedi a un bimbo della classe quinta “How old are you?” probabilmente lui risponderà “I’m fine”.E se chiedi “How are you?”, ti risponderà “I’m ten years old”.La comunicazione in inglese è fortemente impedita a causa dai programmi in vigore che non tengono conto dei progressi che hanno fatto la psicologia cognitiva e le neuro-scienze.
La questione assume un carattere serio e propositivo e proprio per la sua lunghissima esperienza nel mondo dell'insegnamento dell'inglese mi sento di chiedere apertamente:
Di cosa non tengono conto i programmi ministeriali secondo te?
Anni fa insegnavo inglese anche alla Università della Terza Età di Orbetello. I miei studenti erano prevalentemente ex professori di scuola. Quelli che trovavano maggiori difficoltà erano i matematici perché non riuscivano a concepire l'anarchia della lingua inglese. Alla fine ho provato a sottoporre loro la prima storia di Hocus&Lotus ed è avvenuto un miracolo: hanno capito ... e insieme a loro anche io ... che l’apprendimento di una lingua non passa sempre per la corteccia frontale. Abbiamo capito che ‘vivere’ la situazione è uno strumento didattico vincente a tutti i livelli per superare le insidie di questa meravigliosa ma folle lingua che è l’inglese.
Non farò altre domande a Giselle, che ancora insegna inglese ai bambini con il Metodo del Format Narrativo, ma terminerò il mio post con una frase, la stessa con la quale l'ho iniziato e lascio a voi sognare di avere la forza e la determinazione di andare avanti sempre, comunque e coraggiosamente:
New York 1933, l'anno in cui nasce Giselle, da costumisti franco-armeni ... e ancora insegna inglese ai bambini!

sabato 6 maggio 2017

La mia proposta per un futuro migliore dei nostri bambini

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Oggi viviamo in un periodo storico in cui il bene materiale sta diventando scomodo, problematico e anti-ecologico e dunque è il momento di volgere lo sguardo verso nuovi orizzonti anche per quanto concerne i nostri bambini, la loro gratificazione, la loro felicità, la loro educazione e la loro autostima. Un cambiamento nei confronti di queste folli spese festaiole è già un regalo per il bambino di oggi. Quante persone spendono 200,00€ per un giocattolo (bellissimo ed educativo) che rimarrà per sempre nel cuore e nella vita del bambino? Sì, perché poi liberarsi di un bellissimo gioco di legno tanto costoso è difficile anche da grande e ciò comporta uso di cantine, soffitte, traslochi faticosi e molta inutile polvere. Uno vale la pena, forse anche due, ma vale la pena comprarne uno ogni due mesi?
Le figurine ad esempio sono divertenti, ma devono rimanere figurine, costi bassi, scambi tra bambini e album compilato possibilmente in ordine. Altro sono le figurine che costano oramai più delle sigarette e che portano allo scambio interattivo con il computer.

La mia proposta, per un futuro migliore dei bambini che amiamo, è quella di regalare emozioni positive e cultura. In fondo l'amore (ma se ci pensate bene anche il successo) non passa attraverso la carta di credito ma passa attraverso la relazione umana, positiva, sincera, affettiva e costante nel tempo (e non ha prezzo).
I ricordi più belli dell'infanzia, passano per la relazione umana.
I bambini fortunati hanno dei nonni che assolvono a questo compito, proprio perché loro ai nipoti dedicano il tempo e l'affetto e non soltanto soldini. Da grandi, poi, ci si ricorda molto volentieri di quando si passava tanto tempo ad ascoltare le storie della nonna (storie che rimangono con noi tutta la vita, sono preziose e non fanno polvere), oppure della sfida a scacchi con lo zio che non ci faceva mai vincere (avete idea di quanto sia importante saper giocare a scacchi?).
Ci si ricorda meno volentieri dei momenti tristi, passati in giardino o in salone da soli, a giocare a sassetti o al computer, senza nessuno con cui condividere vincite e perdite, gioie e tristezze, conquiste e autostima.

La mia proposta, per un futuro migliore dei bambini che amiamo, è quella di regalare emozioni positive e cultura, dicevo, e dunque del tempo costante e periodico da passare insieme in giro per musei raccontando storie e aneddoti sulle opere d'arte.
Passeggiate in montagna giocando a riconosciamo i picchi piuttosto che corse sulla battigia più lunga che troviamo.
Libri scelti accuratamente e letti insieme, fino a costruire una piccola biblioteca nel cuore del bambino.
Un corso di nuoto e magari qualche nuotata insieme in piscina, poi al lago, poi al mare e poi un piccolo fiume da guadare.
A chi ama la danza si può regalare un corso oppure una volta l'anno l'esperienza del balletto al teatro dell'opera.
Naturalmente, si può regalare un corso di lingua che permetta anche la condivisione in famiglia in lingua.
Noi Magic Teachers nel mondo, oltre ad occuparci dell'apprendimento della seconda lingua in età precoce, lavoriamo molto a promuovere questa condivisione linguistica felice in famiglia. Migliora la conoscenza della lingua ma anche la relazione del bambino nei confronti della propria famiglia e del mondo e di conseguenza la sua autostima e la sua positività.
Confessiamo di essere contrarie ad un apprendimento che passa sempre attraverso frustrazioni e paure.

La mia proposta, per un futuro migliore dei bambini che amiamo, è quella di regalare emozioni positive e cultura e dunque,  richiede una scelta più difficile perché, al di là della carta di credito, si richiede la relazione in presenza.
Per quanto riguarda la relazione in presenza posso dire poco.
Ciascuno di noi sa cosa può e cosa vuole, mi sento di consigliare solo che sia positiva, in modo che vada a riempire quella parte dei ricordi che alimentano la gioia di vivere.
Per quanto riguarda libri, film, opere, musica e spettacoli di tanto in tanto parlo di quelli che io scelgo ma ciascuno ha un suo gusto ed è giusto che scelga in libertà. Ricordate che la cultura è stimolo e apprendimento, se vedete un film di guerra stimolate alla guerra (che può essere uno stimolo alla violenza ma anche uno stimolo alla memoria), se vedete un film di fate stimolate i sogni (senza i quali non si trova un vero scopo nella vita) e via dicendo. Che sia una scelta consapevole.
Per quanto riguarda i corsi mi permetto di consigliare corsi certificati e con certificazione.
La certificazione può sembrare un superfluo pezzo di carta ma a lungo andare scoprirete che non è così.
La certificazione che il bambino riceve, è segno di gratificazione per lui, di garanzia del livello, di possibilità future. Un professore preparato quando riceve in classe (ma lo stesso dicasi nello sport) un ragazzo con un certificato conosce già il livello di preparazione dell'alunno e può subito predisporsi su un piano formativo comune e personalizzato. Quando vostro figlio dirà di conoscere una lingua potrà certificare che non sta inventando niente. Man mano che cresce il bambino sa di dover raggiungere gli obiettivi formativi e sa che questi passano attraverso una certificazione, senza la quale si vede costretto a rinunciare ad alcune possibilità.
Pensate a quando per un posto di lavoro vi richiedono la conoscenza dell'inglese o dell'informatica, magari siete anche più bravi ma non potete partecipare alle selezioni perché non siete certificati. Anche nello sport, volendo entrare in gruppi sportivi molto grandi e strutturati, dovete dimostrare (medaglie alla mano) che negli ultimi due anni avete raggiunto alcuni obiettivi, se siete anche più bravi ma non detenete punteggi, non possono prendervi in considerazione.

I corsi di Hocus&Lotus al riguardano sono fantastici perché permettono ai bambini di apprendere in modo divertente attraverso l'esperienza e fanno leva sulle capacità personali di ciascun bambino, stimolando la sua voglia di stare e di fare e la sua autostima all'interno di una relazione affettiva sicura, il vero luogo magico dei corsi Hocus&Lotus. 
Quest'ultima è la base del successo del suo apprendimento e di molte altre cose.
Difficilmente si raggiungono gli obiettivi quando ci si abitua a dire:
"Non ce la faccio. Non sono bravo. È troppo difficile per me. Ho paura ..." .
Le certificazioni Hocus&Lotus, proprio perché strutturate e sviluppate secondo una ricerca trentennale ancora operante e di carattere mondiale, possono rispecchiarsi e collaborare con altri enti certificatori di livello mondiale, come ad esempio le certificazioni Trinity.

Hocus&Lotus, inoltre, a testimonianza del suo potenziale, si mette in campo per l'apprendimento di ben cinque lingue. Vi sembra poco una testimonianza trentennale di un metodo che porta a termine i suoi obiettivi per l'apprendimento precoce della lingua straniera, in cinque lingue?
Un metodo che offre non solo il metodo con un altissimo potenziale didattico, ma anche più possibilità di lavoro per noi Magic Teachers che ci impegnami in questa ricerca costante.
Io ad esempio posso insegnare ai bambini in inglese, in spagnolo, in francese e in italiano. Con la globalizzazione del mondo, sono tantissimi gli stranieri che vivono in Italia e anche loro hanno bisogno di un supporto come Hocus&Lotus che non solo li avvia in modo felice e sicuro alla lingua italiana, ma anche li fornisce di una relazione affettiva che stimola un'inserimento sereno e di ficucia.
Non dimentichiamo che il Metodo, non porta avanti solo un obiettivo linguistico ma è perfettamente adeguato alle moderne esigenze di vita che richiedono di raggiungere obiettivi trasversali come conoscenza di una lingua straniera, capacità comunicativa, capacità espressiva, capacità relazione, capacità organizzativa, pro-positività, capacità di lavoro costante.

A presto
Silvia

sabato 29 aprile 2017

Apprendimento tra arte, natura e relazione positiva. Insisto

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Un lungo silenzio dovuto a grandi cambiamenti, ma il silenzio è un po' come il vuoto. Quel vuoto fertile che diventa attesa e maturazione e d'improvviso una lucina si illumina e ti accorgi che il vuoto non era un "niente" ma un "cambiamento antico" tra i cambiamenti recenti, e senti la soddisfazione del lavoro svolto, del sudore, del mal di schiena.
È questo il momento della gratificazione.
Dedico del tempo a questo posto per portare un esempio di come concepisco io l'apprendimento.

L'apprendimento per me, soprattutto in età infantile, passa per l'esperienza e la relazione positiva. Molti di voi danno per scontato questo pensiero ma altri si contrappongono perché credono che l'apprendimento avvenga in un contesto di azione-reazione quasi pavloviana e una memorizzazione forzata e immediata, così ad esempio:

Modello di esperienza e relazione (che chiamerò modello ER altrimenti diventa troppo lungo): Io ho paura dei cani. So che è bene stare attenti ai cani perché potrebbero avere reazioni che noi non ci aspettiamo ma bisogna conoscere e capire i cani per non averne paura e capire quando è il momento di stare attenti. Bisogna condividere questa paura con altre persone e ascoltare la loro esperienza. Così cerco di non passare la paura dei cani ai miei figli (che è molto difficile avendo paura io stessa) ma di fargli capire solo che devono saper osservare i cani e capirli con rispetto e attenzione.

Modello azione-reazione (che chiamerò modello AR): Io ho paura dei cani. Ho avuto una brutta esperienza e quindi so che i cani sono cosa cattiva. Per insegnare al meglio ai miei figli (o proteggerli perché li amo) gli metto subito paura dei cani, così non dovranno penare quello che ho penato io. Ogni volta che un cane si avvicina io gli do una botta, gli racconto una brutta cosa, lo sgrido, lo tiro, cambio strada e inveisco contro i cani. Spaventandosi starà attento e non andrà a cercare i cani.

Per meglio dire in che modo secondo me l'esperienza e la relazione siano il miglior mezzo educativo, vi racconto un aneddoto personale.
Lo scorso anno siamo andati presto la mattina ad Alleghe per vedere l'equinozio di primavera, abbiamo atteso di veder sbucare il primo raggio del sole di primavera da un foro sulla parete rocciosa del Monte Civetta. Siamo andati, come sempre facciamo, con i nostri bambini che sicuramente hanno faticato ad alzarsi così presto per attendere al freddo un raggio di sole.
Nell'attesa, sul lago ghiacciato a metà, c'erano dei cigni bianchi che ci regalavano con i loro lunghi colli delle forme davvero belle.
Un'esperienza emotiva molto intensa e con poche parole, soprattutto perché condivisa in famiglia, con la voglia di stare insieme e di fare insieme. (leggi il post su Equinozio di Primavera e guarda le foto).

Dopo questa esperienza abbiamo fatto altre passeggiate nella natura. Abbiamo giocato agli archeologi spaccando sassi e trovando una paio di "cacchette preistoriche e piccole lische di dinosauri marini" (giuro che è vero). Siamo andati a conoscere gli animali all'interno di meravigliose oasi naturali. Siamo anche andati a guardare e disegnare gli ibis in migrazione dalla Toscana all'Austria, durante la sosta nel Friuli Venezia Giulia. Vi abbiamo trovato anche le cicogne. È tempo di nidi.

                          

                                  


Certo questo Ibis non è poi così bello, ma perché lo vogliono salvare dall'estinzione? In ogni caso ... buon lavoro naturalisti!

Tornando all'apprendimento, disegnare la natura osservandola dal vero è molto divertente e rilassante. Come dico sempre ai miei figli: l'arte è l'azione del creare. Lavorare con materiali e fantasia per creare. Chiunque lo faccia è un artista, a prescindere dal risultato. Poi, di tanto in tanto, un'opera d'arte, che però non è più arte (nel senso di fare) ma è il risultato dell'arte, è ciò che l'arte può arrivare ad esprimere (o a far fare o far sentire) e di solito si chiama opera d'arte quella che diventa e rimane nel tempo una massima espressione di ciò che si può fare attraverso l'arte, è capace di parlare nel silenzio, attraverso la catarsi ... ma questa è un'altra via all'apprendimento e riguarda, sempre a mio modesto e inesperto parere, la crescita di se stessi.
Sedere ad ascoltare e a osservare la natura, può in qualche modo diventare anch'esso un momento di catarsi (ed ecco perché per me arte e natura sono così legate tra loro), ci si perde in essa, nel suo silenzio (ma non esiste il silenzio, parlo del rumoroso e sordo silenzio dalla quotidianità per immergersi nei rumori singoli e educati della natura) e dunque si può danzare la cicogna in amore che batte il becco come una flamenquera e piega il collo come una contorsionista, oppure si può disegnare ciò che si vede, non importa come viene, importa entrare in sintonia.

                                           


Poi si torna alla vita di tutti i giorni e si depositano queste esperienze dentro di noi. Chissà, magari circolano un po' qua e un po' là, poi passa il tempo, si dimenticano e ... no, non si dimenticano, si depositano, nella nostra memoria antica. Quella che ci appartiene e che porteremo sempre con noi. Si depositano in un punto dal quale poterle far riemergere all'occorrenza e l'occorrenza arriva quando meno ce lo aspettiamo. È inutile forzarla.

La routine.
Scuola, casa, sport, cinema, lavoro, pulizie, cene e bla bla bla ... .
Arriva la febbre di stagione per tutti.
Abbiamo passato del tempo a casa a disegnare.
In realtà io non so disegnare, sto apprendendo in modo autonomo seguendo i consigli del manuale di Q.Blake (ancora grazie Mirko per avermi illuminato) ma sono una frana.
Però, mi rilassa molto e dunque lo faccio lo stesso.
Soprattutto quando i bambini stanno male e passano tanto tempo dentro casa, mi applico con loro al disegno.
L'altro giorno, imparavo a disegnare bolle di sapone pensando alle mamme indaffarate e stanche che fanno i salti mortali per stare con i loro figli, a volte anche esagerando. Stanche con lo sguardo fisso nel vuoto .... ho disegnato una mamma distratta che ha fatto talmente tante bolle di sapone per la figlia da non accorgersi che l'hanno portata via. Un disegno stupidissimo, stile bimbetta, fatto in non più di tre minuti. Mi rilassavo in cerca di idee o forse di vuoto.


Mia figlia con la febbre era seduta vicino a me e disegnava nel suo blocco rosa. Io ero distratta e persa nel mio foglio, stanca.
Stanca come la mamma delle bolle di sapone.
Poi, mia figlia mi ha svegliato e mi ha detto:
Guarda mamma ho disegnato anche io quello che hai disegnato tu ma ci ho messo anche mio fratello. Siamo noi, che veniamo trasportati leggeri leggeri in altri mondi tutte le volte che ci leggi un libro in una delle lingue che conosci.
Per varie ragioni non sono stata a spiegare a mia figlia che il mio disegno parlava di altro, ma ho realizzato quanto fosse importante questa condivisione, questa unione, questo abbraccio attraverso il disegno. Io stanca, con mal di ossa e tanto sonno. Lei stanca, con febbre a 39,5 e tanta voglia di coccole. Il fare arte, ciò che ha creato la nostra esperienza, per sempre nostra.


La routine continua.
Siamo andati in giro per uffici per questioni burocratiche molto noiose, soprattutto per i bambini e ... momenti noiosi per i bambini ... una riflessione sull'utilità della noia. Vuoto, attesa, noia ... sono i momenti del niente che, se ben alimentati danno vita alla creatività altrimenti alla distruzione, dipende se sono pieni di rifiuti, castighi, rimproveri o di amore, condivisione e belle esperienze positive all'interno di una relazione accogliente e non frustrante.
E mentre noi discutevamo di cose da adulti, i bambini hanno aperto il blocchetto e chiamato l'arte in loro soccorso.
Non so perché hanno disegnato cigni (primavera appena iniziata, cigni) ... ma ... dove ho già visto questi due cigni?

Li abbiamo visti insieme ad Alleghe, lo scorso anno durante l'equinozio di primavera, ricordate? (leggi il post su Equinozio di Primavera e guarda le foto).

 
Alleghe - marzo 2016


Anch'essa un'esperienza dimenticata, o depositata che è tornata in un momento di noia.

Ho disegnato la primavera
mi ha detto la bambina.


Poi, sempre nell'attesa che noi adulti finissimo il nostro incontro:
giochiamo a stagioni e animali in tutte le lingue?
... e cominciano a nominare cigni e altri animali in più lingue, chi conosce il nome di un animale in più lingue vince.
A pensarci bene, era inevitabile, perché le lingue noi le approcciamo nello stesso modo della natura e dell'arte, attraverso l'esperienza positivo-relazionale.
Non devono sapere tutto adesso e non importa quante parole memorizzano in una settimana. Soprattutto nella memoria breve, perché memorizzare una parola priva della sua esperienza significa ricordarla faticosamente fino a richiesta esaminatrice, per poi poterla finalmente buttare nel cestino insieme alla cartaccia.
Non dimentichiamo che l'importanza della quantità, sta solo nel numero di buone esperienze e non nel numero di parole memorizzate al giorno.
Un'esperienza positiva, di felicità, di amore, di riuscita, di sicurezza alla lunga ti porta dove vuoi andare.
La natura è fonte di vita, idee, colori, emozioni ...